Il sequestro su ordine del tribunale di Parigi del quadro «San Francesco» di El Greco dalla mostra di Ca' dei Carraresi a Treviso, scatena l'ira del critico Vittorio Sgarbi. Che difende l'opera: «Garantisco io sull'autenticità del dipinto, c'ero quando è stato comprato come quadro datato alla fine del '500 e in seguito attribuito da esperti internazionali a El Greco». Da una parte la «Venere» di Lucas Cranach il Vecchio. Dall'altro il «San Francesco» di El Greco. Nel mezzo quasi un intrigo internazionale fatto di presunti falsari, di opere d'arte milionarie e di contestate certificazioni di autenticità. Ci sarebbe questo dietro il sequestro dell'olio su rame prelevato dalla guardia di finanza, su ordine del tribunale di Parigi, il primo maggio scorso dall'esposizione dedicata al pittore cretese del '500 a Ca' dei Carraresi a Treviso. A collegare i fili della vicenda che si snoda tra la Francia, Treviso e Reggio Emilia è il critico d'arte Vittorio Sgarbi che sancisce: «Il quadro sequestrato è autentico e quest'inchiesta sarebbe ridicola se non fosse assurda». Il provvedimento di sequestro però non lascia spazio a dubbi: sul quadro, di proprietà di un collezionista reggiano, vi è un «sospetto di falso». Per questo è stato prelevato e già spedito in Francia. Ma Sgarbi è perentorio: «Garantisco io sull'autenticità del dipinto, perché c'ero quando è stato comprato come un quadro datato alla fine del '500 e solo in seguito attribuito da esperti internazionali a El Greco». Ma allora perché i giudici francesi ne avrebbero chiesto il sequestro? Sgarbi lo spiega così: «La vicenda è paradossale e lega il "San Francesco" a un altro presunto falso, la "Venere" di Lucas Cranach "il Vecchio" che fa parte della collezione del principe del Lichtenstein». La vicenda del Cranach è nota, nel marzo scorso il principe, noto collezionista d'arte, ha messo in mostra la sua collezione nel Centre d'art di Aix-en-Provence. Tra i quadri esposti vi era anche la "Venere", acquistata per 7 milioni di euro dal gallerista londinese Colnaghi. Pochi giorno dopo però, una denuncia anonima ne aveva messo in dubbio l'autenticità e portato al sequestro dell'opera. «I magistrati francesi credono di aver individuato il falsario nel proprietario del "San Francesco". Ma lui, oltre ad essere un valido pittore è anche un collezionista e il parallelo tra la sua bravura e il sospetto che il quadro de El Greco sia un falso non regge». Il "San Francesco" esposto a Treviso, sarebbe quindi finito al centro di quella che il critico definisce: «Un'inchiesta assurda che è anche un atto di sgarberia diplomatica». Una vicenda che travalica i confini e che, per primo, ha sconcertato il curatore della mostra: «Se quel quadro fosse falso, saremmo noi la prima parte offesa e ricorreremo a tutte le vie necessarie a tutelarci commenta Andrea Brunello -. Ma siamo assolutamente sereni e convinti che è autentico».
Sgarbi: El Greco sequestrato? E' autentico
Il quadro "San Francesco" di El Greco è stato sequestrato dal tribunale di Parigi su ordine del tribunale di Treviso. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi difende l'opera, affermando che è autentica e che il sequestro è assurdo. Sgarbi sostiene che il quadro è stato comprato come un quadro datato alla fine del '500 e solo in seguito attribuito a El Greco. Il sequestro è stato motivato dal sospetto di falso del quadro, che è stato collegato a un altro presunto falso, la "Venere" di Lucas Cranach "il Vecchio".
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