VENEZIA. «Salviamo Venezia» a quota 2.241 firme, la petizione che chiede un freno ai cambi di destinazione d'uso degli immobili da residenziale a ricettivo ha avuto un'impennata di adesioni. Merito, forse, della traduzione in inglese dell'appello e della sua diffusione sui principali social network. Denise Norton scrive dalla cittadina australiana di Robertson: «Firmo perché al mondo non esiste un'altra città come Venezia e vale la pena salvarne tradizioni, cultura, storia». Dal Canada, Sharon Charette: «Venezia è talmente bella che non può essere rovinata per il desiderio di denaro». «Venezia è un tesoro da salvare, non un trappola per turisti da sfruttare», dice Sebastian Sassi dal Maryland. Non tutti però la pensano così e ieri, via Twitter, il corrispondente di Bloomberg a Francoforte ha attaccato la petizione (lanciata dalla giornalista Serena Spinazzi Lucchesi). «L'appello dei veneziani elitari vuole far sì che Venezia sia solo per chi già ce l'ha», ha cinguettato Alessandro Speciale di Bloomberg. «Lottiamo per il diritto di vivere a Venezia contro chi la svende», ha twittato Marco Gasparinetti, Gruppo 25 Aprile.