Acque inquinate anche in Costiera, nella piccola frazione marittima di Ravello Napoli. A Bacoli, a Lucrino e anche a Ravello, una parte del Comune della Costiera è bagnato dal mare, la stagione balneare inizia col divieto di nuotare in alcuni tratti di costa, a causa dell'inquinamento provocato da acque di fogna. Un brutto colpo, perché quegli specchi di mare erano classificati dall'Arpac come eccellenti la scorsa estate. Tuffi proibiti, per quanto concerne la cittadina della Costiera amalfitana, davanti alla spiaggia della Marmorata minuscola frazione sul mare del Comune in provincia di Salerno perché il 17 maggio i tecnici dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente hanno rilevato enterococchi intestinali pari a 222 unità per 100 millilitri di acqua ed escherichia coli pari a 885 unità per 100 millilitri di acqua. I valori limite, per la normativa italiana, sono di 500 unità per 100 millilitri relativamente agli escherichia coli e di 200 unità per 100 millilitri per quanto concerne i coliformi fecali. A Bacoli i tratti inquinati sono due: Spiaggia romana davanti all'ex lido della Polizia e fino al pontile di Torregaveta. I campionamenti sfavorevoli risalgono al 26 aprile e al 3 maggio. A Lucrino è interdetto ai bagnanti il mare tra le Stufe di Nerone e il Lido di Augusto, a causa dei risultati negativi delle analisi sui campioni prelevati il 17 maggio. «L'origine di questo inquinamento spiega Lucio De Maio, che coordina la campagna di controllo sulla balneabilità delle acque campane per l'Arpac potrebbe essere legata a fenomeni temporaleschi, che hanno innescato il funzionamento dei sistemi di troppo pieno. Per smaltire l'acqua in eccesso che entra nelle condotte, si azionano gli sfiatatoi. Poiché, però, quasi ovunque non c'è separazione tra acque bianche e nere, gli sfiatatoi convogliano a mare sia l'acqua pluviale, sia quella di fogna». Se questa è la ragione che ha determinato le concentrazioni di escherichia coli e coliformi fecali oltre i valori di legge, la situazione dovrebbe normalizzarsi nei prossimi giorni. In ogni caso, però, occorreranno ulteriori analisi prima di sancire il ripristino della balneabilità. Se, invece, l'inquinamento registrato dall'Arpac è dovuto ad altri fattori, per esempio la presenza di scarichi abusivi, non sarà così semplice recuperare il bollino verde per quei tratti di mare. «Nei prossimi giorni dice De Maio effettueremo ulteriori controlli. Intanto abbiamo chiesto ai Comuni di aiutarci a capire». A Bacoli, intanto, ieri è iniziato l'abbattimento dell'ecomostro realizzato circa trent'anni fa a un passo dalla Casina Vanvitelliana del lago Fusaro. I lavori furono interrotti quando già i proprietari avevano innalzato due piani. Da allora e fino a febbraio di quest'anno, quando l'ha firmata il sindaco Giosi Della Ragione, nessuno al Comune aveva emanato una ordinanza di demolizione.