La moto da cross, il taccuino e la macchina fotografica, appena finiva i turni alla Beretta andava a cercare cocci nei cantieri di case e capannoni: dicono fosse burbero, «un triumplino: ma ha capito quanto contassero le tracce, anche le più piccole». Piero Cotelli aveva messo cocci e pezzi di Storia in una villetta vuota, il suo garage era troppo piccolo: la sua collezione di reperti archeologici - «era uno che li cercava senza vanga, un maniaco» - sarà una delle orme in mostra. Ecce homo: il viaggio nel passato remoto, dal Neolitico al periodo romano, inizia all'ingresso dell'antico Broletto di Mondaro di Pezzaze, una stanza da 50 metri quadri, e finisce al quarto piano del palazzo. Scrivanie da archeologi accanto al camino, cocci in vetrina, libri sparsi e il passato sepolto ricostruito sugli schermi in 3D: O.r.M.A., il primo museo archeologico della Val Trompia, aprirà nella primavera del 2017. Il nome è un acronimo, lo spelling: O sta per officina, r per radici dello spazio e del tempo, m è museo e a archeologia. Testi, immagini, tracce della sepoltura neolitica di Nave, reperti della Soprintendenza archeologica di Brescia e di Santa Giulia, sistemi interattivi, i materiali della collezione Cotelli e qualche volume antico della collezione Pigi Piotti diventeranno gli inquilini del Broletto, recuperato dall'architetto Ilaria Volta (con cui ha lavorato l'archeologa Alessandra Massari). Oltre ai materiali, in una sala ci sarà anche il tavolo dell'archeologo: uno strumento multimediale che, con gli arnesi del mestiere, mostrerà tutte le fasi dello scavo nel passato sepolto e segnerà le evidenze archeologiche della Valle in una mappa virtuale. Fino al 2009, il Broletto era una casa privata: il Comune l'ha comprata e ha iniziato a cercare bonifici per il suo progetto. La fattura, in totale, era di 565 mila euro: la fondazione Cariplo ne ha girati 380 mila. «Non è niente di monumentale, ma ogni oggetto racconterà una storia. È un progetto strategico che ci permette di creare un nuovo punto di conoscenza del territorio e che sarà collegato con Brescia e alla Val Camonica dice Serena Solano, della Soprintendenza . Avremo tanti ritrovamenti della zona, oltre a prestiti da Santa Giulia e dal nostro deposito che scansioneremo e ricostruiremo. L'idea è quella di un museo multimediale». L'O.r.M.A. è stata messa anche grazie alla Comunità montana di Valle Trompia e all'associazione ScopriValtrompia, che l'11 giugno, in concomitanza con l'iniziativa «Mondaro, 1318. L'era degli statuti» apriranno un infopoint a piano terra dell'antico Broletto: «Servirà per accogliere i visitatori e fargli scoprire tutte le bellezze della zona: la miniera Marzoli, il percorso dei carbonai lungo la via del Ferro, le chiese e il vecchio caseificio. Dobbiamo tessere relazioni e far convergere in questo spazio tutte le realtà vicine. È stato un lavoro lungo, cui hanno contribuito in tanti» fa sapere Graziella Pedretti, della comunità montana. Per Andrea Breda, della soprintendenza, prima della vernice deve partire «un'attività archeologica di lungo respiro». Ha già segnato l'indirizzo: «Vorrei iniziasse una ricerca dei laterizi di Pontogna: una distesa di reperti che sembrano romani e che metterei in relazione con Cividate Camuno. Nessuno li ha ancora studiati, sono tantissimi». Potrebbero essere un'altra orma nel museo.