Capita di percorrere tratti di città in modo abitudinario e distratto. Ci muoviamo in terreni tanto noti che non li guardiamo più, dando per scontati i nostri itinerari quotidiani e il loro panorama. Poi, all'improvviso, interviene qualcosa che ci costringe a prendere nuova coscienza del nostro spazio urbano: una trasformazione, un ordine che cambia, una consuetudine che si spezza. Nel nostro caso, un muro che si colora intensamente e impone al passante percezioni visive inedite. Accade in via Principe Eugenio, Zona 8, tra il giardino della Pecetta e il Ponte della Ghisolfa, dove oggi alle 15 si inaugura un nuovo intervento di Bros, all'anagrafe Daniele Nicolosi, alla presenza dell'autore e di rappresentanti dell'Assessorato alla Cultura e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano: l'installazione «Nuovo linguaggio, la passeggiata» (nella foto) è stata commissionata al noto street artist proprio dall'Assessorato alla Cultura. L'incarico non era banale: dare un'identità visiva caratterizzante al vecchio muro di contenimento che separa il tessuto della città dallo spazio della ferrovia che passa nell'area. Un muro lungo 307 metri. «Ho scelto di ricoprirlo con 17 mila piastrelle in gres porcellanato blu, su cui ho dipinto in giallo acceso delle tracce pittoriche: tracce permanenti, perché lo smalto è stato cristallizzato con cottura a fuoco», spiega Bros. «Sono soddisfatto perché penso di avere abbattuto un limite, un confine, trasformandolo in un luogo da percepire e da leggere in modo dinamico, passeggiando a piedi o percorrendolo in bicicletta». Per questo chi vorrà partecipare oggi alla vernice, accompagnata da merenda, è invitato a intervenire su due ruote. Bros, laureato in scultura all'Accademia di Brera, si divide così tra legalità e illegalità: gli stessi segni gialli di via Principe Eugenio qualche tempo fa li ha tracciati nottetempo in rosso sulla chiesa di San Pio X in piazza Leonardo da Vinci. I fedeli hanno imposto di cancellarli, il parroco quasi quasi avrebbe voluto tenerli.