Dopo cinquecento anni, Leonardo torna a Vigevano. Aveva soggiornato nella città lombarda alla corte di Ludovico il Moro, al culmine della sua esperienza milanese, nello splendore rinascimentale. Anche se poi le tracce di quel luminoso passaggio si sono eclissate nel corso di cinque secoli, per finire dimenticate. Oggi, però, vi ritorna con Leonardiana, il nuovo museo (unico al mondo) in cui si potrà ammirare in una volta sola l'intera opera di questo genio dell'umanità. Un'esposizione permanente aperta nel Castello che domina Piazza Ducale, cuore di una Vigevano che, dice il sindaco Andrea Sala, «riscopre il passato per costruire il futuro». Il museo di Leonardo è un tentativo di rinascita per la città delle «mille fabbriche e nessuna libreria» (copyright Giorgio Bocca, 1962). Della florida industria della calzatura purtroppo resta solo la storia: le aziende rimaste sono appena una quindicina. Concorrenza e crisi le hanno divorate. Ecco perché Vigevano adesso scommette sulla cultura, di cui Leonardiana è il primo passo. E per paradosso, un ruolo chiave lo ha giocato un editore (Giunti): senza il suo patrimonio di riproduzioni dei manoscritti di Leonardo, il museo non sarebbe nato. Da ieri si può vedere la Gioconda senza andare al Louvre o il Cenacolo senza passare da Santa Maria delle Grazie. Così come le copie di altri 23 dipinti. Quadri a dimensioni reali, duplicati con una tecnologia 3D per garantire la più alta fedeltà all'originale ed esposti in una pinacoteca «impossibile» nel progetto di Claudia Zevi. E poi le copie di disegni, progetti e, soprattutto, dei codici: dalla città ideale fondata sull'acqua al grande cavallo, dalle scenografie agli studi di anatomia, fino al curriculum di Leonardo. Arte, ingegno e scienza: uno scrigno di «tesori» offerti al visitatore lungo sei sale. Realizzato nel «Maschio» del Castello, l'ala restaurata nel 2008 (5 milioni di investimento), laddove c'erano gli appartamenti di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, laddove fino al 1967 c'era una caserma dell'esercito e poi l'abbandono, il museo di Leonardo si estende su una superficie di mille metri quadri. Gli architetti Ico Migliore e Mara Servetto hanno griffato l'allestimento, vincendo un concorso della Fondazione Cariplo nel 2012. «Abbiamo ideato spiegano una narrazione che abbini videoproiezioni, sistemi interattivi e grafica ambientale. Un mix di installazioni classiche e tecnologia digitale». Risultato? «Creatività e innovazione per una sorta di enciclopedia 2.0 su vita e pensiero di Leonardo risponde Federico Zevi di Giunti . Tanto che, son certo, piacerebbe anche a Leonardo stesso». Ma è soprattutto un museo calato nella città che, come un libro a cielo aperto, «racconta a ogni angolo la storia della corte rinascimentale degli Sforza», osserva Cesare Bozzano, ispiratore del progetto: «Un spazio espositivo unico, perché il contesto urbano è unico». «Sulle orme del genio di Vinci vogliamo realizzare un polo culturale d'interesse internazionale», assicura Massimo Boccalari, presidente del Consorzio Ast (Agenzia per lo sviluppo territoriale). Con Leonardiana, infatti, torna a rivivere anche il Castello, una sorta di città nella città, con i suoi 70 mila metri quadri, una superficie pari a due volte Buckingham Palace. La fortezza dal Demanio sta per passare nelle mani del Comune e il sindaco anticipa che presto sarà costituita una fondazione ad hoc per gestirlo e sviluppare partnership con istituzioni e privati. Obiettivo? Restaurare altri due piani, salvare la Loggia delle Dame, rimodernare i musei archeologico e della calzatura. Con Leonardo, il rinascimento di Vigevano è dunque cominciato.