Il presidente dell'Agis contro il decreto legge sull'Irap. Così il fondo potrebbe scendere a 458 min. Francesconi: inaccettabile, lo spettacolo non è solo una spesa Lucia Coluccelli "Ci costringono ad una cura dimagrante sempre più drastica». Così, commenta Alberto Francesconi, presidente dell'Agis (Associazione generale italiana per lo spettacolo), l'annuncio di un ennesimo taglio al Fus: altri 22,7 milioni di euro, previsto per il triennio 2005-2007. I tagli dovrebbero essere spalmati in 5 milioni e 490 mila euro questo anno, 12 milioni e 490 mila nel 2006 e 5 milioni e 720 mila nel 2007. Lo si legge nel decreto legge sull'Irap varato dal governo. Questi tagli vanno dolorosamente ad aggiungersi a quelli già decisi nel 2005 per 60 milioni di euro. Ma le reazioni sono state subito pronte e l'Agis ha convocato gli stati generali. La protesta sarà articolata con una serie di manifestazioni nei prossimi mesi. «A causa del disinteresse delle istituzioni nei confronti dello spettacolo, esplicitato dalla pesante carenza normativa, anche per l'attuazione dell'art. 117 della Costituzione, e dalla continua diminuzione dei fondi pubblici, avevamo aperto una vertenza nel 2004 con una proposta che quest'anno è diventata una protesta», continua Francesconi. «Apprezziamo i segnali positivi dati dagli emendamenti presentati al decreto legge sull'Irap e il parere negativo contro la decurtazione di 22,7 milioni di euro espresso dalla 7 Commissione del Senato. Sono stati presentati emendamenti contro i tagli dai senatori Asciutti di Forza Italia, Eufemi dell'Udc, dalla senatrice Franco dei Ds. Anche il ministro Buttiglione auspica che i tagli non ci siano e speriamo che al senato non passino, facendo cessare l'allarme rosso. Ciò non toglie che questo sia un ennesimo segnale di disattenzione verso i beni culturali e lo spettacolo». In questi anni altri settori hanno subito riduzioni, ma lo spettacolo è dal 2001 che viene decurtato di fondi, lamenta il presidente. Il Fus si è ridotto a 464 milioni di euro che potrebbero diventare 458 milioni e 510 mila euro dopo questo nuovo salasso. «Noi diciamo che è ormai da troppo tempo che lo spettacolo viene inteso come spesa corrente, inserito nella tabella C, da ridurre ad ogni decreto tagliaspese», insiste Francesconi. «Non è accettabile. Non possiamo rimanere in Serie C. Lo spettacolo è per il paese un investimento in termini culturali, economici ed occupazionali. Manca purtroppo una coscienza civile dello spettacolo. Per ovviare a tutto questo è necessario far passare il discorso dell'eccezione culturale chiesta da tempo e sganciarsi dai parametri di Maastricht. Dovremmo dichiarare lo stato di crisi e chiedere una legge speciale per lo spettacolo, come è stato per l'Alitalia». Tante parole e buoni propositi arrivano dai politici ma gli atteggiamenti di governo e parlamento li contraddicono, protesta Francesconi. «Ricordo come l'anno scorso», continua il presidente Agis, «dopo aver approvato il decreto legge sul cinema a febbraio 2004, a luglio sono stati tagliati al grande schermo 18 milioni di euro in commissione. Le leggi sono fatte anche bene ma se non diamo loro le gambe per camminare è inutile. In Italia, i beni culturali e lo spettacolo si aggiudicano solo lo 0,33 percento del pii, mentre in altri paesi supera l'l, come in Francia, Germania, Spagna. Evidentemente c'è una scarsa predisposizione a considerare cultura e spettacolo settori strategici, dimenticando che in Italia c'è il 50 del patrimonio artistico nel mondo». La protesta degli stati generali si svilupperà, da settembre, in diverse manifestazioni e, probabilmente, si farà sentire anche al prossimo l'estivai di Venezia. A decidere sarà il comitato di crisi istituito, una task force di 5 persone che decideranno le forme, i luoghi e i tempi della protesta. Sono Gisella Bergeri per la musica, il vicepresidente Agis Enzo Gentile per il teatro e Paolo Aniello per il teatro d'innovazione, Fioravante Cozzagli ancora per il teatro e Maurizio Roi per il balletto. Per il cinema, il rappresentante si sceglie oggi in una riunione nazionale Anec (Associazione esercenti) a Napoli e forse sarà designato il presidente Anec Campania, Luigi Grispello.
Fus, in arrivo 22 mln di nuovi tagli
Il presidente dell'Agis, Alberto Francesconi, ha reagito duramente all'annuncio del taglio del 22,7 milioni di euro al fondo per lo spettacolo (Fus) nel triennio 2005-2007. I tagli dovrebbero essere spalmati in 5 milioni e 490 mila euro questo anno, 12 milioni e 490 mila nel 2006 e 5 milioni e 720 mila nel 2007. Francesconi ha convocato gli stati generali e ha annunciato una serie di manifestazioni nei prossimi mesi. Ha anche criticato il governo e il parlamento per la mancanza di attenzione verso lo spettacolo e i beni culturali.
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