I resti dell'antica Altino tornano ad essere visitabili. Per un anno sarà l'Associazione culturale Quarto Stile a garantire l'apertura delle aree archeologiche di Altino grazie all'accordo con la Soprintendenza Archeologia del Veneto, firmato in seguito a una selezione pubblica. Fino a poco tempo fa le aree archeologiche che conservano resti della porta-approdo di ingresso alla città romana e di un tratto di quartiere residenziale con strada basolata e case con mosaici, erano gestite, con il vicino Museo Archeologico Nazionale, dal personale interno alla Soprintendenza. La separazione degli uffici seguita al Decreto Franceschini del 2014 ha avuto come conseguenza il trasferimento di quasi tutto il personale al Museo (oggi dipendente dal Polo Museale del Veneto), lasciando sguarnite le aree archeologiche, ancora di competenza della Soprintendenza. «Si è reso quindi necessario», spiegano i responsabili dell'area, «ricorrere a una risorsa esterna cui affidare l'apertura delle aree archeologiche e i servizi al pubblico, come le visite accompagnate, e di cui la Soprintendenza potrà avvalersi in occasione di eventi speciali per far conoscere al pubblico più vasto possibile anche le bellezze "immobili", che il sottosuolo di Altino ha restituito». È stata individuata l'Associazione Quarto Stile, composta di professionisti dei beni culturali e in particolare di archeologi, che hanno il compito di raccontare con competenza i segreti dell'antenata di Venezia. La presentazione delle attività alla cittadinanza si è svolta ieri al centro civico di Altino di via Sant'Eliodoro. A fare gli onori di casa la sindaca Silvia Conte, ad intervenire la soprintendente all'Archeologia del Veneto Simonetta Bonomi, il funzionario archeologo Marianna Bressan, l'archeologo dell'Associazione Quarto Stile Massimiliano Fagan. In sostanza le aree saranno visitabili per i gruppi di almeno 15 persone (contributo volontario di 4 euro), previa prenotazione. «Siamo contentissimi che la Sovrintendenza abbia trovato una soluzione alla mancanza di risorse per tenere aperte le aree», ha commentato il sindaco Conte, «d'altro canto ci rendiamo conto che non può essere una soluzione definitiva perché non c'è fruibilità piena (un gruppo di tre persone non le può visitare e le prenotazioni avvengono dal lunedì al giovedì). Adesso l'obiettivo su cui puntare è fare lobby tra istituzioni, Città Metropolitana, Regione, per chiedere al ministro Franceschini che una parte di quel miliardo di euro destinato alla Cultura, almeno 10 milioni, venga investito per il completamento delle aree archeologiche (sistemazione, messa in sicurezza, acquisizione delle aree private) e per terminare il nuovo museo». Da quando la gestione è affidata all'associazione Quarto Stile, neanche un mese, già 304 persone hanno visitato le aree. Per prenotare le visite inviare una mail a quartostile16gmail.com o telefonare al 349-8312702 dal lunedì al giovedì 10-18 o visitare la pagina Facebook Quarto Stile.
Le radici di Venezia nuovi percorsi nell'area di Altino
L'Associazione culturale Quarto Stile ha ottenuto un accordo con la Soprintendenza Archeologia del Veneto per garantire l'apertura delle aree archeologiche di Altino per un anno. Le aree, che includono la porta-approdo di ingresso e un tratto di quartiere residenziale con strada basolata e case con mosaici, erano state gestite dalla Soprintendenza ma erano state trasferite al Museo Archeologico Nazionale dopo il Decreto Franceschini del 2014. La Soprintendenza ha quindi richiesto una risorsa esterna per gestire l'apertura delle aree e i servizi al pubblico.
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