I proprietari dei terreni espropriati e tanti cittadini tornano all'attacco sul progetto: «Di ecologico non ha nulla» PESCIA. «È inammissibile assistere impotenti all'ennesimo scempio del nostro territorio, e soprattutto senza essere chiamati in causa, secondo la legge sul governo del territorio della Regione Toscana che prevede processi partecipativi, e per questo i cittadini si sentono lesi, perché in queste decisioni sembra che non contino niente, anche se l'intervento viene fatto nell'ambiente in cui vivono». A scrivere è un gruppo di cittadini contrari all'ormai imminente costruzione della centrale idroelettrica sul torrente Pescia. Nonostante siano state raccolte 400 firme contro l'intervento, siano stati sollecitati articoli sulla stampa e ricercati interlocutori istituzionali, la costruzione dell'impianto sembrerebbe ormai inevitabile. Ma dai proprietari dei terreni agricoli di aziende ancora attive, che hanno subito l'esproprio degli stessi, la decisione sembra non essere stata ancora digerita. «Viene costruita una centralina di trasmissione - scrivono in una lettera aperta al nostro giornale - un prefabbricato simile a un container, su una base di cemento in un terreno dove sono piante a crescita lenta quali camelie, agrifogli, e così via, per di più a ridosso di un muro del 1700 che faceva parte di un sistema di regimentazione delle acque di una filanda, oggi vincolata dalla soprintendenza. Viene costruita una strada in cemento distruggendo un vecchio gorile, in parte ancora con muro a secco, della fine del Cinquecento che serviva non solo per irrigare i campi, ma per portare acqua a tutti gli opifici della città di Pescia. Inoltre, la centrale di produzione viene realizzata, anch'essa di cemento, in un terreno con piante storiche. I cittadini si chiedono come sia possibile deturpare per l'ennesima volta non solo l'ambiente, ma il nostro patrimonio storico e culturale per una centrale idroelettrica che produrrà una quantità di energia limitata, senza considerare che a monte dello stesso torrente, c'è un'altra centrale idroelettrica che già sfrutta il fiume. Il fiume, a regime torrentizio, d'estate è quasi secco, quindi la centrale non funzionerà, come nei periodi di piena durante l'inverno. Rimarrà chiusa per lunghi periodi facendo però danni ingenti. La centrale idroelettrica viene inserita nel progetto di fonti rinnovabili considerata a impatto zero, non climalterante, né emissiva, ossia ecologica, ma di ecologico non ha proprio niente perché va ad alterare l'habitat del fiume, o meglio del torrente Pescia. Prendendo i finanziamenti dell'Unione Europea che attraverso la Regione avvia questi impianti facendo ancora più danni, compromettendo in maniera irreversibile l'ambiente in cui viviamo, togliendo terreno agricolo fertile per cementificare, e i proprietari (espropriati) non hanno nessun diritto, devono solo accettare ciò che è stato deciso da altri».
No alla centrale idroelettrica a Pescia: esposto e 400 firme
Un gruppo di cittadini di Pescia, in Toscana, si oppone alla costruzione di una centrale idroelettrica sul torrente Pescia. Nonostante siano state raccolte 400 firme contro l'intervento, la costruzione sembra inevitabile. I proprietari dei terreni espropriati, che hanno subito l'esproprio degli stessi, si sono opposti alla decisione. La centrale idroelettrica prevede la costruzione di una centrale di trasmissione, una strada in cemento e una centrale di produzione, che distruggeranno piante storiche e un vecchio muro del 1700.
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