E poi i mosaici, bianchi e neri, a disegni geometrici, oppure di marmi colorati, gli affreschi con il cinabro e l'ocra, le anfore, le monete, le teste delle statue e perfino una fossa comune con dodici scheletri che tornano alla luce con le loro ossa dai tempi dei tempi, da quel 123 d.C., testimoniato dalle bolle impresse venti secoli fa sui mattoni, riportate alla luce dagli archeologi. La vista è incredibile: il lungo corridoio, le stanze per sei soldati l'una, gli intonaci rossi, l'opus reticulatum sui paramenti dei muri interni. E tutto il tesoro adesso dovrà essere smontato pezzo per pezzo, staccati gli affreschi, staccati i mosaici, segati alla base i muri del "castrum" di Adriano, e tutto rimontato, come in un gigantesco Lego, sei metri più sotto, come ha spiegato il soprintendente all'Archeologia Francesco Prosperetti, al livello dell'atrio della stazione. Mentre, sotto, le ruspe e la gigantesca talpa che sarà montata scaveranno altri venticinque metri per arrivare a poggiare i binari delle due gallerie. Così la predizione del maestro Fellini e della sua scena cult del film "Roma", si materializza di nuovo. Tempi allungati e costi che aumentano. Prosperetti spera che il termine del 2021 possa essere rispettato. Roma Metropolitane parla di calcoli da fare in un paio di settimane. Ma il soprintendente chiede anche un progetto di qualità di un archistar per la prima stazione archeologica di Roma, un vero e proprio eccezionale museo. E in realtà per la Metro C è un'altra benedizione e maledizione insieme. Ma forse questa volta l'importanza del tesoro da valorizzare la fa da padrone. Intanto rimane lo spettacolo di questo antico castrum, che si allunga per quasi 1753 metri quadrati, originariamente a due piani, accanto all'alveo di un antico corso d'acqua prosciugato, e fu abbattuto dai romani alla fine del III secolo, al momento della costruzione delle vicine Mura Aureliane, lasciando a ricordo nel terreno perfino le pedine delle dame con cui i soldati giocavano, ma non le armi dell'Armamentaria, quelle no. «In questa zona - spiega l'archeologa Rossella Rea - c'era al tempo una sorta di triangolo di caserme, due verso San Giovanni e una verso la Navicella. E proprio a piazza San Giovanni c'era il Campus Martialis, dove si allenavano alla battaglia gli equites, i cavalieri, il 27 febbraio e il 14 marzo». Intanto, ecco le stanze dell'acquartieramento, ecco le anfore ritrovate, quelle del vino, i resti di animali, delle antiche cucine, riportati alla luce dagli archeologi della Cooperativa Parsifal guidati da Patrizia Campagna. Come le due teste di statue, una probabilmente copia di una greca, l'altra, barbuta, di un filosofo. Ma stavolta i "pezzi" della storia smontati non finiranno, come nel film di Indiana Jones, in un grande deposito e saranno ammirati da milioni di passeggeri di tutto il mondo. Intanto gli operai continuano a lavorare nella parte libera dai resti archeologici. Bisognerà spostare le scale mobili e riprogettare in parte la stazione-museo. O forse, se verrà accolta l'idea di Prosperetti, farla disegnare ex novo dall'Architettura. Mentre in quella di San Giovanni un restyling dell'ultima ora permetterà di illustrare i ritrovamenti fatti lì. Insomma, una grande sfida. Per Roma Metropolitane parla Andrea Sciotti, l'ingegnere responsabile del Procedimento della Metro C. «In queste settimane che verranno - spiega - dobbiamo studiare la soluzione dello smontaggio, ma lavoreremo anche a quella della conservazione in loco della caserma, anche se è resa difficile dal fatto che sotto dobbiamo scavare almeno altri 30 metri. Però la consegna dei lavori prevista per il 2021 fa pensare che forse potremmo ammortizzare i ritardi. E dovremo affrontare anche il capitolo costi per la riprogettazione». «Sarà la prima archeo-stazione di Roma - afferma Prosperetti - non un limite, un incidente, ma l'opportunità di costruire a Roma la più bella metropolitana del mondo». Quindi: «Non ci sarà uno stop ai lavori, tutto verrà fatto insieme. L'idea di sezionare tutto l'impianto è qualcosa che non ci spaventa ». Ed infine: «Alla stazione dobbiamo dare una soluzione di qualità. Questo lavoro non comporterà ritardi e i costi sono ampiamente previsti. Ho chiesto di verificare i tempi di questa operazione e il suo contenimento all'interno della previsione di spesa».
Le caserme di Adriano Metro C inciampa sulla scoperta più inattesa
La Metro C di Roma è stata sospesa a causa della scoperta di un antico castrum archeologico. Gli archeologi hanno trovato mosaici, affreschi, anfore e statue. Il castrum è stato costruito dai romani al III secolo d.C. e fu abbandonato. La stazione della Metro C sarà smontata e ristrutturata per farne un museo. Il progetto prevede di scavare altri 25 metri per raggiungere il livello dell'atrio della stazione. Il soprintendente all'Archeologia Francesco Prosperetti spera di rispettare il termine del 2021. La riprogettazione della stazione sarà fatta da un archistar di qualità. La Metro C sarà la prima stazione archeologica di Roma.
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