«DA adesso in avanti marciamo con la soprintendenza », dice Paolo Omodeo Salè, ad di Roma Metropolitane, a fugare ogni dubbio su divergenze di vedute sul futuro della caserma romana del II secolo dopo Cristo rinvenuta sulla linea C all'altezza della stazione Amba Aradam. Certo, per Roma Metropolitane sarebbe stato molto più conveniente, per usare ancora le parole di Salè, «portare tutto il complesso in superficie e sistemarlo in un giardino realizzato ad hoc a beneficio di tutti». La posizione iniziale del soprintendente Francesco Prosperetti, invece, era diametralmente opposta: «irrinunciabile lasciare lì sotto la caserma, senza smontarla». Prosperetti lo aveva scritto in una nota inviata il 3 maggio a Roma Metropolitane, al ministero delle Infrastrutture, al commissario Tronca e alla Regione Lazio. «L'eccezionalità della scoperta sul piano storico-archeologico e il buono stato di conservazione delle strutture nel loro complesso rendono non perseguibile l'ipotesi di uno smontaggio e successivo rimontaggio integrale del contesto. Occorrerà al contrario, individuare ogni possibile soluzione tecnica funzionale alla conservazione in loco del complesso archeologico, assicurandone la tutela e la più ampia valorizzazione e fruizione nell'ambito della futura stazione». Adesso invece, dopo una riunione tecnica a più voci, soprintendenza e Roma Metropolitane sembrano andare d'amore e d'accordo. La sintesi trovata è lo smontaggio, ma per poi ricollocare il tutto nello stesso posto. Roma Metropolitane sta lavorando ad un'analisi di prefattibilità che sarà pronta fra 10 giorni. Le superfici decorate come mosaici e affreschi verranno smontate separatamente, i pezzi di muro verranno segati e impacchettati, ordinati per settore e messi in posizione contigua. Saranno sistemati accanto al cantiere, perché si tratta di pezzi mastodontici che non possono essere trasferiti altrove. Rimarranno lì, in attesa di essere riposizionati una volta ultimati i lavori, «esattamente dov'erano e com'erano», puntualizza il soprintendente. «Ci è stato spiegato che lasciare giù la caserma anche nella fase dei lavori sarebbe stata un'operazione troppo costosa e complicata», spiega lo stesso Prosperetti. Significa che l'ipotesi più temuta, quella di rifare completamente il progetto della stazione Amba Aradam, è scongiurata, così come quella di una pesantissima nuova variante, che sarebbe andata ad aggiungersi alle 45 già approvate, che hanno fatto lievitare l'investimento totale sull'opera di 692 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali (da 3 miliardi e 47 milioni a 3 miliardi e 739 milioni). Oggi molte di quelle varianti sono oggetto di indagini della magistratura. Per il momento le imprese costruttrici, riunite nel consorzio "Metro C" rimangono in attesa. «Attendiamo le linee guida dalla soprintendenza - dichiara Fabio Giannelli, ad uscente del consorzio, sostituito da Fabrizio Di Paola, anche lui uomo di Astaldi, azienda capofila. Da sempre Astaldi ha rappresentato all'interno del consorzio la sua intenzione ad andare avanti con i lavori, nonostante gli scontri con il Comune, accusato di essere inadempiente sul fronte dei pagamenti. E ora l'avvicendamento fa sperare in una rinnovata collaborazione. «Si chiude un ciclo - dice Salè - col tempo le posizioni si erano molto irrigidite. Ci aspettiamo molto da questo cambiamento. Serve uno sforzo comune per superare le notevoli difficoltà che abbiamo di fronte».
"Smonteremo la caserma dei pretoriani di Adriano" Intesa archeologi-Comune
La caserma romana del II secolo dopo Cristo, rinvenuta sulla linea C della metropolitana, è stata oggetto di una disputa tra la soprintendenza e Roma Metropolitane. La soprintendente Paolo Omodeo Salè ha espresso la volontà di smontare il complesso e sistemarlo in un giardino realizzato ad hoc. Tuttavia, il soprintendente Francesco Prosperetti ha espresso l'opinione che non sia possibile smontare il complesso e che debba essere lasciato in situ. Dopo una riunione tecnica, le due parti sembrano aver trovato un accordo: lo smontaggio del complesso, ma per poi ricollocarlo nello stesso posto.
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