Vi alloggiavano le cavallerie dell'imperatore. Sono i «castra» di Amba Aradam, caserme romane rinvenute nel cantiere della stazione di via Ipponio della metro C. I resti archeologici, nove metri sottoterra, sono in 39 ambienti delimitati da corridoi. Preoccupazione per i possibili ritardi dei lavori. Qui alloggiavano le cavallerie dell'imperatore che andavano ad allenarsi nel vicino campo di Marte (attuale piazza San Giovanni). Sono i «castra» di Amba Aradam, i resti di caserme romane rinvenute all'intero dei lavori della stazione di Ipponio della linea metro C, attualmente in fase di costruzione. I resti delle caserme romane, 9 metri sottoterra, scorrono lungo tutta la lunghezza della futura stazione, sono 39 ambienti quadrangolari, delimitati da corridoi paralleli. Sono strutture imponenti, «non si scoprono tutti i giorni caserme imperiali. E a questa profondità, con gli strumenti attuali, è impossibile scoprire strutture antiche», spiega l'archeologa e direttrice dei lavori Rossella Rea. Qui alloggiavano «le milizie di servizio alle istituzioni e alla città». C'è un affresco che ha conservato il suo colore rosso pompeiano, nonostante i duemila anni di vita, un mosaico che alterna cerchi bianchi a quadrati neri, poi c'è un mosaico a fiori accanto ad un vaso antico. E al centro c'è un ossario del V secolo D.C., con i resti di dodici persone. Ma un sito di così grande valore potrà ritardare il cantiere di questa stazione? «I lavori non si interromperanno. Non ci sarà alcuno stop al cantiere - spiega il soprintendente Francesco Prosperetti -. Ovviamente il progetto della stazione subirà dei cambiamenti funzionali ed architettonici, collegati al ritrovamento che sarà smontato e rimontato com'era e dove era». Le caserme furono abbattute per favorire la costruzione delle mure Aureliane, tra il 271 ed il 275, e poi interrate. «Oggi abbiamo la possibilità di renderle godibili attraverso un nuovo progetto - continua il soprintendente -. Faremo un restauro e un successivo distacco di affreschi e mosaici. Il vero tema è come muterà l'aspetto della futura stazione, per esempio andranno spostate le scale mobili». E se i ritrovamenti emozionano gli archeologici per il valore storico e scientifico, preoccupano i responsabili dei lavori della linea C. «Ad oggi siamo ancora nell'ambito del cronoprogramma - spiega l'ingegner Andrea Sciotti -. Dopo questo ritrovamento abbiamo ricevuto l'input dalla Soprintendenza per studiare un nuovo allestimento della stazione. Dobbiamo trovare una nuova soluzione costruttiva». I costi lieviteranno? «Sono un'incognita - continua Sciotti - ci sarà un costo di riprogettazione, ma con la rimodulazione degli spazi possiamo pensare al reinserimento dei resti senza interventi sulla parte strutturale. Dobbiamo capire se serve una variante o meno». Secondo il soprintendente invece «i costi sono ampiamente previsti, ho chiesto di verificare i tempi di quest'operazione ed il suo contenimento all'interno della previsione di spesa». Polemico Riccardo Magi, segretario dei Radicali: «La Metro C è fuori dal quadro giuridico e finanziario dell'appalto. Come Radicali avevamo previsto quanto sta accadendo, segnalando come sulla tratta T3 non ci fosse alcuna autorizzazione da parte della Soprintendenza, ma soltanto il nulla osta per i sondaggi archeologici. Il ritrovamento è frutto dell'inosservanza delle norme e del buon senso».