VOLTERRA. Il Club per l'Unesco di Volterra ospita il presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, il professor Giuliano Volpe. Si tratta di un ospite d'eccezione che viene a Volterra per presentare il suo ultimo libro "Patrimonio al Futuro", edito da Electa. La presentazione, a cui tutta la cittadinanza è invitata, si svolgerà nella Sala del Consiglio di Palazzo dei Priori martedi 17 maggio alle ore 16.30. Saluteranno e introdurranno l'illustre ospite il sindaco di Volterra, Marco Buselli, il presidente del Club per l'Unesco, avvocato Flavio Nuti, ed il direttore della pinacoteca civica, dott. Alessandro Furiesi. Il professor Volpe è docente di archeologia presso l'Università degli Studi di Foggia, di cui è stato anche rettore, ed è uno dei più noti studiosi italiani di archeologia medievale, con numerose pubblicazioni scientifiche alle spalle. Oltre alla sua attività didattica e di ricerca, negli ultimi anni è intervenuto nel dibattito sui Beni Culturali in Italia e sul rinnovamento di questo settore in maniera innovativa e riformista, proponendo nuove forme di approccio nel settore dei Beni Culturali in diverse sedi. Dal 2014 è presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, il massimo organo scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con questo libro, "Patrimonio al Futuro", il prof. Volpe entra prepotentemente nel dibattito sull'innovazione e le riforme dei beni culturali, proponendo soluzioni che hanno fatto discutere non solo gli addetti ai lavori, ma anche politici ed opinionisti. In particolare nel libro l'autore si concentra sulla situazione dei beni culturali e del paesaggio in Italia, fornendo diversi spunti di riflessione molto interessanti ed innovativi. La sua proposta principale è quella di avere una visione globale dei Beni Culturali, olistica del patrimonio culturale e paesaggistico, una necessità fondamentale finora trascurata dall'attuale concezione settoriale e disciplinare, ampiamente diffusa in Italia. Secondo Volpe, il futuro stesso dei beni culturali in Italia è legato al cambiamento di mentalità; finora questi beni troppo spesso sono stati sentiti dai settori accademici e specialistici più retrivi come una proprietà privata, un tesoro per pochi, da custodire gelosamente, rendendolo di fatto inaccessibile ai più.