VERONA. Dopo il ritrovamento dei quadri rubati a Castelvecchio Il sindaco Flavio Tosi e il procuratore Mario Giulio Schinaia spiegano che per il ritorno a Verona: «Bisognerà avere pazienza, e anche parecchia». La competenza a gestire l'operazione spetta direttamente alla Farnesina. Intanto Palazzo Barbieri prepara il nuovo bando per aggiudicare il servizio di sicurezza all'interno delle sale, dopo le polemiche con Sicuritalia. VERONA. Dopo la gioia, l'attesa. Se lo chiedono tutti, e non solo in città: ma quand'è che «il tesoro» saccheggiato la maledetta sera del 19 novembre 2015 dalle pareti del museo di Castelvecchio per mano di una banda italo-moldava, farà finalmente il suo ritorno in pompa magna a Verona? Il sindaco Flavio Tosi e il procuratore Mario Giulio Schinaia lo hanno ribadito anche ieri all'unisono: «Bisognerà avere pazienza, e anche parecchia. È un caso senza precedenti, la procedura per la restituzione delle opere è complessa e non coinvolge soltanto Comune e Palazzo Barbieri». La competenza a gestire l'operazione spetta direttamente alla Farnesina, unica deputata ad amministrare le relazioni ufficiali tra il nostro Paese e l'Ucraina: «Stiamo parlando di un corpo del reato, il cui valore è di quasi venti milioni di euro - chiarisce il capo della procura- E non dimentichiamo che ci sono stati dei provvedimenti restrittivi e che l'inchiesta è ancora aperta». Tutto questo, calendario alla mano, si tradurrà «in diverse settimane di attesa», prevede il primo cittadino. E Schinaia conferma: «Difficile che le tele rientrino in città prima di giugno. A ogni modo, alla trasferta che culminerà con la restituzione delle opere parteciperanno sia il pm Gennaro Ottaviano, sia esponenti dei carabinieri e della polizia, la cui sinergia ha permesso di recuperare il bottino». E intanto, dall'Ucraina, il presidente Petro Poroshenko ha fatto sapere agli inquirenti di aver nominato il vice capo dell'amministrazione presidenziale Kostantin Eliseev quale «contatto con i partner italiani», di avergli assegnato anche il compito «di invitare ulteriori esperti per confermare l'autenticità dei dipinti», e di essersi «interessato in prima persona per l'armonizzazione delle formalità connesse con il trasferimento delle opere in Italia», ricordando come ciò si sia «già verificato quando le autorità ucraine avevano restituito ai Paesi Bassi quattro dipinti che erano stati rubati nel 2005 dal Museo di Hoorn». Nel frattempo, da Verona si sono fatte ipotesi e illazioni sulla «scoperta» delle opere da parte della polizia di frontiera ucraina: le tele, stando alla ricostruzione effettuata dal colonnello generale Viktor Nazarenko, sono state «ritrovate con un'operazione speciale su un'isola nel mezzo del Turunchuk e i dipinti erano in sacchi di plastica nella boscaglia e coperti con rami d'albero». Gli ucraini sostengono nella versione ufficiale di averle ritrovate in data venerdì 6 maggio: perché allora la notizia del loro recupero è stata data da Poroshenko in conferenza stampa soltanto mercoledì 11? Secondo la spiegazione «di Stato» data dal presidente i tempi si sarebbero protratti per attuare una perizia sull'autenticità delle opere, ma c'è chi ipotizza l'organizzazione di una «messinscena»: in realtà le tele sarebbero state trovate altrove, forse in un appartamento,e poi si sarebbe «finto» che fossero tra i cespugli per dare maggiore risalto al blitz. «Nulla si può escludere, ma dalle indagini per ora tale circostanza risulta ancora priva di eventuali conferme. A mio avviso - dice Schinaia - la spiegazione è molto più semplice: il presidente Poroshenko ha voluto organizzare un annuncio in grande stile per accreditarsi politicamente di fronte al mondo. Ultimamente, non dimentichiamo che era stato tirato in ballo anche per lo scandalo sui conti a Panama...». Tutto è possibile.
Castelvecchio, Farnesina in campo. E Tosi dà il benservito a Sicuritalia
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, e il procuratore Mario Giulio Schinaia hanno confermato che il ritorno delle opere d'arte rubate nel 2015 sarà lungo e richiederà pazienza. La competenza per gestire l'operazione spetta alla Farnesina, che dovrà affrontare la procedura di restituzione complessa e coinvolgere diverse istituzioni. Il valore delle opere è stimato in quasi venti milioni di euro. Il primo cittadino ha previsto che la restituzione potrebbe avvenire solo in giugno, mentre il procuratore Schinaia ha espresso dubbi sulla versione ufficiale secondo cui le tele furono ritrovate in Ucraina.
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