Esauriti i finanziamenti, serve il contributo di seimila euro annunciato a fine anno Prima la mancanza di mezzi, poi la burocrazia, quindi il maltempo, e alla fine ci si mettono anche i soldi che dovevano arrivare ma non si vedono. Con conseguente stop di protesta: i volontari che stanno estirpando la vegetazione che infesta le Mura hanno deciso di non tagliare nemmeno una foglia fino a quando dal Comune arriverà il denaro promesso. Già OrobicAmbiente aveva dovuto aspettare sei mesi prima di iniziare a lavorare. La convenzione con il Comune aveva comportato la partecipazione a corsi per la sicurezza che avevano fatto perdere due intere stagioni. Con il risultato che i lavori che dovevano iniziare ai primi di giugno con l'utilizzo di un ponte mobile erano partiti solo in gennaio e solo con i consueti strumenti da rocciatore. Lavorando per venti sabati, i volontari sono partiti dal Baluardo di San Giovanni, sotto il seminario, e sono quasi arrivati al Baluardo di San Giacomo, pulendo seimila metri quadrati di muraglioni e portando via 45 quintali di vegetazione. Il problema è che da allora se ne sono andati tutti i 35 mila euro del finanziamento della Comunità bergamasca e anche di più, tra corsi di sicurezza, attrezzature per sette rocciatori, un atomizzatore per diserbanti, generatori, decespugliatori, soffiatori e altro ancora. Quindi servono fondi, come i seimila euro che il Comune ha promesso a fine anno tra i contributi alle associazioni. «Ma quei soldi non sono mai arrivati protesta Giacomo Nicolini, presidente di OrobicAmbiente . Mi hanno detto che sarebbero serviti due mesi, ma di mesi ne sono passati quattro e mezzo. Io vorrei prendere altri cinque rocciatori, per lavorare due giorni la settimana e non dover dipendere dal meteo del sabato. Voglio pulire il più possibile in vista dell'arrivo degli ispettori dell'Unesco, prima dell'estate. Ma ci sono i costi dei corsi per la sicurezza e delle attrezzature: va bene lavorare gratis ma non in perdita. Così, fino a quando quel denaro non arriverà noi ci fermiamo». «È solo una questione di tempi tecnici, come succede con gli enti pubblici assicura l'assessore all'Ambiente Leya Ciagà . Noi abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione con i volontari. E assicuro che al più presto i fondi arriveranno». Nicolini ha un obiettivo preciso: «Voglio lavorare anche di notte per riuscire ad andare oltre Porta San Giacomo, visto che è la parte di Mura più visibile». Il che significa entrare nella proprietà di Michele Jannone, titolare di 35 mila metri quadrati sottostanti. Ma che non sa niente dell'intervento: «Sono disponibile a dare la mia collaborazione, viste anche le condizioni in cui si trovano oggi le Mura, ma finora nessuno mi ha contattato». «Io non voglio trovarmi un'altra volta come quando sono dovuto andare a cercare le chiavi dal custode della cannoniera protesta Nicolini . Noi già lavoriamo gratis, ai problemi burocratici e ai permessi ci deve pensare il Comune».