POMPEI. Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ormai è di casa a Pompei. È lui a introdurre l'intervento del presidente della repubblica Sergio mattarella in occasione dell'inaugurazione della mostra Mitoraj a Pompei. «Oggi - ha sottolineato il numero uno del Mibact - è una giornata molto importante perché conferma la rinascita di Pompei che è stata per alcuni anni nel mondo, nel linguaggio dei media nazionali e internazionali, sinonimo di negatività. Sembrava impossibile una stagione di riscatto, ma il riscatto di Pompei c'è stato». Toni trionfalistici, sicuramente enfatici. «Questo è il luogo nel quale la collaborazione tra istituzioni ha consentito di rispettare i tempi dell'Unione europea per la realizzazione del Grande progetto Pompei». Franceschini ha portato il conforto dei numeri. «Oggi a Pompei ci sono 43 cantieri completati e 27 in corso». L'ottimismo si è esteso a tutto il settore nazionale dei beni culturali. «I miei predecessori - ha ricordato - hanno sempre avuto l'ingrato compito di giustificare i tagli al ministero della Cultura. Il Parlamento ha migliorato la propria proposta di legge di stabilità del Governo grazie al contributo sia della maggioranza che dell'opposizione. Oggi l'Italia può dire che il bilancio del ministero dei Beni culturali è aumentato del 36 per cento rispetto al 2015. È tornato sopra i due miliardi dopo esser stato per molto tempo sotto 1,5 miliardi». Il ministro ha definito queste cifre «un impegno rilevante» al quale si deve aggiungere «la deliberazione del Cipe del primo maggio che ha individuato più di 33 grandi progetti (tra i quali la risistemazione del Bosco e del Museo di Capodimonte, ndr ) del Paese che aspettavano da anni le risorse per essere completati. Ci sono anche le risorse per il completamento di Pompei». E a proposito della mostra inaugurata ieri Franceschini ha svelato un aneddoto significativo: «Mitoraj aveva già immaginato una mostra negli Scavi. Aveva addirittura immaginato i luoghi dove sarebbero state collocate le sue opere. Dopo la sua scomparsa i suo sogno si è avverato. Ai luoghi della bellezza classica si unisce il talento dei grandi artisti contemporanei». L'amore dello scultore scomparso per gli Scavi è stato testimoniato anche dal presidente dell'Atelier Mitoraj Jean-Paul Sabatie. «Tre, quattro giorni prima di morire mi chiese due cose: la prima di essere seppellito a Pietrasanta, la seconda di portare le sue opere a Pompei». Il soprintendente Massimo Osanna ha approfittato dell'incontro con la stampa per rilanciare il suo progetto di impiegare negli Scavi esperti restauratori immigrati. Il professore Emmanuele Emanuele, presidente della fondazione «Terzo Pilastro - Italia Mediterraneo» che, insieme con la Galleria d'Arte Contini, ha organizzato la mostra ha offerto una sponda. Nel pomeriggio la mostra è stata visitata da alcuni selezionati ospiti che in serata hanno partecipato alla cena di gala organizzata dal megastore del Gusto Eccellenze campane aperto due anni fa, in via Brin a Napoli, dal patron del Gruppo Adler Paolo Scudieri: un'altra operazione di archeologia. In questo caso industriale.