Comune, Aster e Università li hanno censiti per sapere come intervenire LA STORIA di una città la fanno non solo i monumenti e i palazzi, ma anche i muri e i muraglio-ni, specialmente se di particolare pregio architettonico. E non c'è forse altra città italiana che sul sistema dei muraglioni di contenimento collinari abbia costruito la base di interi quartieri (come Castelletto o in parte Carignano): fatti bene, visto che dopo due secoli sono al loro posto, e guai se non ci fossero. Ed ecco che il Comune, insieme con Aster e la facoltà di Architettura dell'Università, mette in fila, uno dopo muri storici per il momento dalle Mura della Marina a Circonvallazione a Monte, per un totale di 284 manufatti, lunghi da pochi metri ad alcune decine, censiti con altrettante schede fornite di foto e docu-mentazione cartografica, oltre che elementi di riferimento ai materiali e al tipo di costruzione usata, «perché quando si interviene si faccia nella maniera migliore: c'è il rischio che interventi in cemento o pali aggiunti qua e là creino seri danni» spiega Stefano Musso, docente di Restauro Architettonico che insieme con la collega Giovanna Franco, che insegna Tecnologia dell'Architettura, ha curato il censimento dei muri storici. Il tutto si trova sul sito del Comune (www.comune.genova.it) cliccando il link del Sit, Sistema lnformativo Territoriale. A chi servirà la mappatura? Servirà a chi deve costruire addossandosi ai muraglioni, specialmente nel caso di parcheggi come quello ora in costruzione di passo Barsanti, spiega ValterSeggi, assessore al-l'Aster e alle manutenzioni, ma anche a noi per capire con quali tecniche intervenire quando c'è bisogno - come nel caso delle vegetazioni infestanti - oppure come fare a drenare le acque che spesso trasudano dai muraglioni e ne possono mettere in discussione la stabilità. Muraglioni che meritano un "rispetto straordinario" spiega Seggi, mentre i docenti annuiscono: ci sono vere e proprie opere architettoniche, come Ponte Caffaro o la scenografica facciata in cima a via Palestre Rovinata, peraltro, da un restauro incauto di marca colombiana. «Ci lavorerà Aster a partire dall'autunno e cercheremo di recuperare i danni che si sono fatti, sicuramente in buonafede - dice Seggi - L'intenzione era buona, ma non si è tenuto conto dei materiali e della tipologia del muro, con il decadimento immediato del lavoro di restauro. Qualche volta bisognerebbe avere un senso del limite: se non era mai stato intonacato, forse una ragione c'era...». Il censimento dei muri storici parte dal prolungamento delle Mura del Barbarossa, in Sarza-no, quindi passa attraverso corso Aurelio Saffi e le Mura della Marina; segue l'espansione di metà Ottocento della Circonvallazione aMonte e il proseguimento della costruzione dei quartieri collinari a monte di Corvetto fino al primo novecento, se ci saranno altri soldi (un primo stanziamento era di 12 mila euro, in tutto se ne saranno spesi il doppio) si proseguirà più in alto, verso la cinta fortificata del Righi: non sono certo le mura a mancare nel paesaggio urbano della città. E' che bisogna considerarli dello stesso valore dei Palazzi dei Rolli, si infervora Stefano Musso; la storia è fatta anche di lastre di pietra di luserna sulle strade e di muri con pietre e malte speciali, conclude Seggi: non tenerne conto sarebbe disperdere un sapere storico.