Mentre scrivo questi pensieri Londra ha eletto il suo primo sindaco musulmano. Un grande cambiamento. Gli elettori della capitale inglese hanno voluto guardare in direzione di un futuro che è già presente. Il tema principale delle prossime elezioni romane credo sia proprio la capacità di guardare avanti, di non aver paura del cambiamento e del futuro. Compito non facile in una città dal passato unico ma talvolta così ingombrante da costituire più un freno che uno stimolo a trasformare e migliorare. Chi è nato e cresciuto a Roma ne respira la storia ma, insieme, lo spirito scettico e poco dinamico. Il grande Ennio Flaiano scriveva che «si vive in questa città troppo bella amandola, maledicendola, proponendosi ogni giorno di lasciarla e restandoci». Ecco mi piacerebbe che con un colpo di bacchetta magica alla «Mary Poppins» tutto questo venisse spazzato via da chi salirà al Campidoglio e che chiunque venga eletto sostituisca alla sfiducia la speranza di poter fare e la voglia di farlo. Viviamo tempi travagliati e problematici in ambito continentale e una città come Roma, recuperando come merita la sua identità europea, potrebbe avere un ruolo decisivo nel ricucire un tessuto che ogni giorno sembra strapparsi sempre di più. Sarebbe questo il modo più bello per fare del passato immenso di questa meravigliosa città uno strumento vivo e utile a comprendere il presente e a lavorare per il futuro.