IL VIA libera al progetto del villaggio di Torre Roccella, segnala fine del percorso politico del Consiglio comunale di Campofelice. Subito dopo il voto si sono dimessi i sei consiglieri comunali di centrodestra che appoggiano il sindaco Antonino Dolce, così il Consiglio comunale si è sciolto. Tutto ruota intorno al progetto presentato dalla ditta «Gr car Cammarata Ruzica», che prevede il recupero dell'antico insediamento che si trova intorno alla torre trecentesca, «ma che in realtàsostiene Legambiente cela la realizzazione di un mega complesso alberghiero residenziale composto da oltre sessanta villini a schiera su due livelli, trasformabili in cento-venti unità abitative, diverse attrezzature ricreative, ristorante, edicola, bazar e parcheggi. E in questo contesto la torre verrebbe adoperata come centro servizi, senza alcun rispetto per un edificio di tale importanza». Le vicende che si dipanano intorno alla realizzazione di questo progetto hanno radici lontane, che risalgono a decine di anni fa. Nel 1983 l'Assessorato regionale ai Beni culturali e ambientali si interessò aTorre Roccella, stilando una relazione per l'apposizione del vincolo artistico, storico e monumentale. Ma sebbene la relazione fosse stata riportata nel decreto di vincolo, il vincolo fu posto solamente sulla torre, non prevedendo altre aree di rispetto al sito. La richiesta della ditta «Grcar Cammarata Ruzica» per la realizzazione del progetto di Torre Roccella arriva, nel '97, sul tavolo della Soprintendenza di Palermo che risponde positivamente, ma imponendo una serie di condizioni da rispettare. Nella nota datata 3 novembre 2000, trale indicazioni darispet-tare, si leggono alcune precise richieste: applicazione assoluta dei dettami della «Carta del restauro», il ripristino di muretti «nel rispetto delle quote originarie tuttora visibili», la realizzazione di scale in legno per l'ac-cesso, così come riportato dalle fonti storiche, per una riconfigurazione filologica dell'abitato. Seguono poi dettagliatissi-me indicazioni e precisazioni, come ad esempio quella relativa proprio alla torre: «Che non si presta a destinazioni come pub oppure breakfast, ma appare più opportuna per la destinazione a sala mostre e atti vita culturali», scrive la Soprintendente Adele Mormino, precisando inoltre: «Si resta in attesa della data di inizio dei lavori, affinché la scrivente possa esercitare il diritto dell'alta sorveglianza». Ma la Soprintendenza non riceve risposte e scrive ripetuta-mente alla ditta e al sindaco di Campofelice di Roccella. L'ultima richiesta è datata febbraio 2005, e c'è scritto: «Si rileva che riguardo aBorgo Roccellanon è, ad oggi, ancora pervenuta alcuna risposta al quesito avanzato in data 26 aprile 1997 e reiterato nel novembre 2000, concernente la zonizzazione dell'area in esame e fondante, dunque, la legittimità dell'intervento riguardante il Borgo medesimo». Segue elenco divincoli e richiesta di «puntuale e urgente riscontro». Dopo otto anni di attesa, la risposta tanto sollecitata giunge in Soprintendenza, datata 15 giugno 2005: giusto in tempo per l'approvazione del progetto in Consiglio comunale. Ieri, il deputato diessino all'Ars Domenico Giannopolo ha presentato una interrogazione per chiedere lo stop ai lavori per la realizzazione dell'insediamento turistico.
Villette accanto alla torre antica Campofelice, è crisi al Comune
Il Consiglio comunale di Campofelice si è sciolto dopo il voto a favore del progetto del villaggio di Torre Roccella, presentato dalla ditta Gr car Cammarata Ruzica. Il progetto prevede il recupero dell'antico insediamento intorno alla torre trecentesca e la realizzazione di un mega complesso alberghiero residenziale con oltre sessanta villini a schiera. La torre verrà utilizzata come centro servizi. Il progetto è stato avanzato dalla ditta Grcar Cammarata Ruzica nel 1997, ma la Soprintendenza di Palermo ha imposto condizioni da rispettare, tra cui l'applicazione assoluta della Carta del restauro e il ripristino di muretti nel rispetto delle quote originarie.
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