Alcuni reperti ritrovati dai carabinieri nei mesi scorsi I carabinieri recuperano centinaia di oggetti preziosi provenienti da scavi clandestini. Due arresti, un obbligo di dimora e ventidue denunce Dopo mesi di indagini riemergono centinaia di preziosi reperti archeologici di epoca greca e romana. I carabinieri del comando tutela patrimonio culturale e dell'Arma territoriale hanno smascherato un'organizzazione che era specializzata nel traffico di oggetti provenienti dai scavi clandestini fatti in vari siti siciliani. Sono tantissimi i reperti recuperati, che presto saranno ospitati nei nostri musei. L'indagine, coordinata dalla procura della repubblica di Termini Imerese, ha permesso di individuare i componenti del gruppo, tutti specialisti del settore, alcuni già noti alle forze dell'ordine e coinvolti in altre indagini di questo tipo. Prima le intercettazioni, poi pedinamenti e perquisizioni, hanno portato gli investigatori alla scoperta dei luoghi dove erano stati nascosti i reperti, erano pronti per essere immessi sul mercato clandestino. Attraverso insospettabili intermediari. Presto, molti di quei reperti avrebbero lasciato la Sicilia, per finire in qualche collezione privata. A capo dell'organizzazione di trafficanti c'era il siracusano Giovanni Stelo, che è finito in manette con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di beni archeologici. Ai domiciliari un altro siracusano, Angelo Sichera. Un obbligo di dimora è stato imposto a Giuseppe Spinola, "coordinatore" dei tombaroli tutti di Paternò. Altre 22 persone sono indagate a piede libero L'indagine è nata nel 2014, dopo un saccheggio nell'area di Himera. Dai tombaroli gli investigatori sono giunti all'organizzazione. I reperti finivano in Germania, dove Sichera si recava spesso in autobus per dare meno all'occhio. Avrebbe portato anche dei reperti a Monaco di Baviera. Indagini sono in corso per individuare la rete europea dei trafficanti.
In Sicilia la multinazionale dei reperti archeologici rubati, traffico dall'Isola alla Germania
I carabinieri hanno recuperato centinaia di oggetti preziosi provenienti da scavi clandestini in Sicilia. Due arresti, un obbligo di dimora e ventidue denunce sono stati effettuati. L'indagine, coordinata dalla procura di Termini Imerese, ha smascherato un'organizzazione specializzata nel traffico di oggetti archeologici. I reperti recuperati includono oggetti di epoca greca e romana. A capo dell'organizzazione c'era Giovanni Stelo, un siracusano arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di beni archeologici. Altre persone sono indagate a piede libero. L'indagine è in corso per individuare la rete europea dei trafficanti.
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