I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio recuperano trecento opere Bertone: "Vorrei scomunicare i ladri " TORNA a casa il tesoro sacro di Lupin, da mesi spezzettato in centinaia di soprammobili di lusso e oggetto di quindici diversi furti su commissione. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova, sotto il comando del tenente Salvatore Di Stefano, hanno recuperato dopo un anno e mezzo di indagini, quasi trecento opere, di epoche diverse, appartenenti al patrimonio delle chiese di Genova e della Liguria. Opere d'arte trafugate per lo più in chiese e oratori di periferia, ma anche a San Lorenzo e Madonna del Monte. Ieri la simbolica restituzione, presieduta dal generale Alessandro Torna bene, comandante ligure dei Carabinieri, alla presenza delle autorità cittadine e dell'arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone. Ad operare 1 furti una piccola organizzazione formata da tre persone, tutte di Genova. Due ragazzi, Andrea Frogiero di 23 ed Elvis Bertarello di 28, avevano il compito di sottrarrei beni dalle chiese precedentemente indicate dal "tramite" Marco Andrea Ottaggio genovese di 53 anni, che poi divideva il bottino trai sette ricettatori-mandanti. Alla fine delle indagini dirette dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà, sono tre gli arresti, sette invece le denunce per ricettazione. Trenta le perquisizioni effettuate tra Liguria ed Emilia Romagna [una portò all'arresto, ma per de-tenzione di armi da fuoco, del sindaco di Corte brugnatella Ettore Bossini), in un'unica abitazione privata di Genova sono stati trovati più di 40 oggetti. Tra le opere più preziose recuperate c'è il quarto dei putti di Tommaso Orsolino, di proprietà del Santuario di Madonna del Monte, che si credeva andato in frantumi durante l'asportazione. Poi ci sono due antichi serafini in marmo della Cattedrale di San Lorenzo, "casa d'origine" anche di un Cristo in cartapesta di un metro e mezzo di lunghezza, apparato leggero da processione. Non solo. Nella mostra provvisoria allestita all'Archivio di Stato ci sono anche reliquia-ri d'oro, ostensori, teche di vetro, statuine del Maragliano, perfino antichi messali e cornici in argento per ex voto. Il tutto, veniva rubato per soddisfare le voglie di oscuri collezionisti del nordl talia. Ci sono anche molte teste di marmo tirate via dall'allestimento che le ospitava (quella di un putto di Santa Maria di Castello, ad esempio), e "arricchite" di basamenti in alabastro per trasformarle in fermacarte.Ma sono molte anche le statue sottratte dalle numerose edicole votive. E' il caso della Madonna del '63, che verrà restituita alla sua nicchia in via Accinelli, a Castelletto. Finora sono 45 le opere ricollegate al proprio luogo d'origine, le altre verranno messe "in vetrina" sul sito internet dei Carabinieri, e spedite su cd-rom a tutte le diocesi. «A volte mi verrebbe voglia di applicare per queste persone la pena della scomunicaha detto l'arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone non solo, anche le punizioni di un mio predecessore, vescovo di Ivrea, che prescrisse in aggiunta pulci, scabbia e pidocchi».
Putti, angeli e Madonne restituito il Sacro Tesoro
I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova hanno recuperato quasi 300 opere d'arte trafugate da chiese e oratori della Liguria. Le opere, di epoche diverse, sono state recuperate dopo un anno e mezzo di indagini. I furti sono stati commessi da una piccola organizzazione di tre persone, tutte di Genova, che hanno sottratto beni dalle chiese e li hanno divisi tra sette ricettatori-mandanti. Tre persone sono state arrestate e sette denunce per ricettazione sono state aperte. Tra le opere recuperate ci sono opere di artisti come Tommaso Orsolino e due antichi serafini in marmo della Cattedrale di San Lorenzo.
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