FINANZIATO DALLA UE UN PROGETTO DI RICERCA CHE PERMETTERÀ DI DOCUMENTARE ORIGINI E ABITUDINI DEI POPOLI NELL'ISOLA ATTRAVERSO I SECOLI La storia di un popolo affiora anche dalla terra. "Ancient Dna" è l'analisi sugli isotopi e sui resti botanici che intende ricostruire origini etniche, cambiamenti culturali, abitudini alimentari degli abitanti della Sicilia, un secolo dopo l'altro, una dominazione dopo l'altra. L'Unione Europea investe sulla ricerca archeologica in Sicilia: l'European Research Council sceglie l'Isola, e in particolare Castronovo, per finanziare scavi archeologici e analisi sui reperti. "Sicily in transition", questo il nome del progetto italo-inglese che ha ottenuto due milioni e 900 mila euro da utilizzare in cinque anni. L'European research council è l'organismo dell'Ue che sostiene le ricerche più prestigiose in ogni campo della scienza, progetti provenienti da Stati membri e paesi associati. Dirigerà lo studio un archeologo di fama internazionale, il professor Martin Carver dell'Università di York. Lo affiancherà Alessandra Molinari, docente di archeologia all'Università di Tor Vergata di Roma. In campo archeologi, antropologi, biologi, botanici, e studenti, provenienti da tutto il mondo. Fondamentale sarà la collaborazione della sezione archeologica della Soprintendenza di Palermo, diretta da Stefano Vassallo, e del Comune di Castronovo di Sicilia. Una parte del progetto riguarderà gli scavi, un'altra le analisi. «Abbiamo già verificato l'efficacia del test per l'ancient Dna sulle ossa di un individuo spiega Martin Carver vissuto intorno al Decimo secolo, ritrovato negli anni '80 nella zona di Castel San Pietro, a Palermo, vicino al Castello a mare. Abbiamo scoperto, con sorpresa, che proveniva dal centro Africa e non dalla costa, come era ipotizzabile durante la dominazione araba». «L'estrazione del Dna antico sulle ossa aggiunge è un'analisi difficilissima, oltre che costosa. Si tratta di indagare su materiale scheletrico degradato da secoli, contenente scarse tracce di Dna e di bassa qualità. Adesso potremo effettuare questo esame su centinaia di campioni, che verranno forniti dai musei e dalle Soprintendenze di tutta la Sicilia». Si utilizzeranno reperti provenienti da Palermo, Catania, Segesta, San Vito Lo Capo, Mazara del Vallo, Piazza Armerina, dalla Valle del Belice. «Cercheremo di ricostruire dice la professoressa Molinari la dieta seguita dalle popolazioni nelle varie fasi, dai greci ai romani, dai bizantini agli islamici. Lo faremo attraverso l'esame degli isotopi sulle ossa e sulle tracce di cibo ritrovate nelle ciotole». Castronovo sarà al centro dell'attività di indagine: proseguiranno gli scavi su monte Kassar, dove la terra sta restituendo un'imponente fortezza bizantina, che si estende per 90 ettari; si scaverà su colle San Vitale, dove è affiorata un'altra fortificazione di dimensioni minori, risalente al periodo normanno; proseguirà la ricerca a Casale San Pietro, un'area archeologica sulla Palermo-Agrigento, preziosa testimonianza dell'età islamica.