L'operazione «Himera» ha smantellato un'associazione criminale che operava tra l'isola e la Germania I carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno arrestato due persone e ne hanno denunciate altre 22 implicate nel traffico di beni archeologici in tutta la Sicilia. Non soltanto tombaroli, ma una struttura criminale dedita agli scavi clandestini e allo smercio di centinaia di reperti archeologici di epoca greca e romana di notevole interesse trafugati in varie province dell'isola (Palermo, Catania, Caltanissetta, Enna e Siracusa) e destinati al mercato europeo. L'operazione che ha smantellato l'organizzazione è iniziata due anni fa ed è stata denominata «Himera» partendo proprio dagli scavi clandestini nell'omonima zona archeologica di Termini Imerese. I carabinieri hanno poi accertato illeciti anche a Corleone, Petralia Sottana, Augusta, Cattolica Eraclea e Mussomeli. Una volta individuati i tombaroli. le forze dell'ordine hanno seguito le varie fasi del traffico fino alla identificazioni dei corrieri che esportavano i reperti in Germania e in altre località europee. Le indagini, ancora in corso, riguardano anche case d'asta e mercanti che si servono di diversi depositi ben protetti per occultare i beni illecitamente esportati.