Scavi, domus arredata: una esposizione che fa rivivere il tempo dell'antica città Forse è la prima villa abusiva della storia, realizzata all'inizio del I secolo a. C. appena fuori le porte dell'antica Pompei. Per questo quando venne distrutta dal terremoto del 62 che preannunciava la catastrofe, nessuno la ricostruì e venne abbandonata. Lasciata agli sciacalli che portarono via pavimenti, mosaici e mobili. Ora, duemila anni dopo, quegli arredi tornano al loro posto per il primo esperimento di musealizzazione diffusa e multimediale della Soprintendenza di Pompei. Dove la percezione per il visitatore non è più fatta solo di realtà visive come mura, affreschi colonne. Ma anche e soprattutto di sensazioni. Ad esempio i profumi dei giardini ricostruiti con le stesse piante, mobili e suppellettili che in quelle stanze, in quei patii dovevano essere fino a pochi anni prima dell'eruzione del Vesuvio. Il risultato è sconvolgente per il turista e ampiamente positivo per la Soprintendenza che in questa prima settimana della domus arredata ha ottenuto enormi riscontri. Tanto che presto l'esperimento verrà ripetuto in altri luoghi degli Scavi proprio in base al progetto di «Museo diffuso» in cui ogni domus diventa una esposizione a sé stante nella quale vivere e percepire il microcosmo degli antichi romani. Una nuova frontiera del turismo culturale che può far diventare Pompei ancora di più un luogo unico al mondo.«Tutto questo è stato possibile - ha spiegato il soprintendente Massimo Osanna nel momento dell'apertura del sito - grazie al Grande progetto. Nella Villa imperiale gli ambienti raccontano come viveva una famiglia di lusso, attraverso la ricostruzione delle stanze domestiche: la grande sala da pranzo, il triclinio, con morbidi materassi rivestiti di seta verde da dove assaporare la vista del giardino rigoglioso; tavolini e consolle per appoggiare le preziose stoviglie in ceramica; la stanza da letto del proprietario con bracieri e lucerne in bronzo». Ma non è finita. Ci sono anche allestimenti museografici e multimediali, che consentono un'esperienza di visita "immersiva" nella vita quotidiana dell'antica città. Il tema della domus tra otium e negotium, è riproposto attraverso ricostruzioni visive e un'esposizione innovativa dell'instrumentum domesticum. Le immagini Sulla parete esterna della Villa imperiale sono state progettate immagini che raccontano il passare dei giorni nell'antica Pompei, attraverso la voce di alcuni personaggi dell'epoca. Altre installazioni sono presso il Quartiere dei Teatri (percorso portico dei Gladiatori, Teatro Piccolo e Teatro Grande) dove le immagini proiettate nei luoghi di spettacolo creano effetti suggestivi che verranno apprezzati soprattutto nei percorsi delle visite serali iniziate il 7 maggio e che dureranno fino al primo ottobre, dalle 20 alle 23. Ingressi E' possibile visitare la villa tutti i giorni. Venne scoperta nel 1943 dopo un bombardamento alleato. In realtà era già stata scavata dagli archeologi dei Borbone che la ritennero senza valore e la ricoprirono di terra. La domus vanta affreschi restaurati che raffigurano il mito di Arianna, di Teseo e il Minotauro, il volo di Dedalo e la caduta di Icaro. Il museo diffuso non è l'unico sforzo in atto. Grande attenzione viene data ad esempio alla botanica e la collaborazione con istituti specifici ha permesso di creare i giardini uguali a quelli di duemila anni fa. Attraverso i semi e i resti di arbusti o foglie trovati in loco, sotto la coltre di polvere lavica. Piante rimesse a dimora dove si trovavano esattamente prima dell'eruzione. Come la rosa che nell'antica Pompei era quasi un culto. Così è stato fatto uno studio di ricerca sulla presenza e sull'utilizzo di questo fiore a cura del Laboratorio di ricerche applicate della Soprintendenza con la collaborazione del Dipartimento di Agraria della Federico II. Il risultato di questo approfondimento ha dato vita alla pubblicazione di un volume "La Rosa Antica di Pompei" edito da L'Erma di Bretschneider, che sarà presentato domenica 15 maggio alle 10.30 nel giardino a roseto di Villa Silvana, seicentesca dimora nobiliare a Boscoreale. Ci sarà anche Peppe Barra che ha dedicato al tema un momento unico di canto, musica e poesia: «Sognando la rosa».
Pompei, il museo diffuso delle sensazioni tra profumi e mobili
La Soprintendenza di Pompei ha aperto un nuovo esperimento di musealizzazione diffusa e multimediale nella villa abusiva della domus arredata, la prima villa abusiva della storia realizzata all'inizio del I secolo a. C. appena fuori le porte dell'antica Pompei. La villa è stata ricostruita con pavimenti, mosaici e mobili originali e i visitatori possono vivere e percepire il microcosmo degli antichi romani attraverso la ricostruzione delle stanze domestiche, il giardino rigoglioso e le immagini che raccontano il passare dei giorni nell'antica Pompei. L'esperimento è stato un successo e la Soprintendenza ha deciso di ripetere l'esperimento in altri luoghi degli Scavi.
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