Via libera delia Camera dopo 7 sconfitte del Governo ROMA Con una maggioranza di soli sedici voti, la Camera ha approvato ieri il cosiddetto Ddl competitivita. L'iter del provvedimento è stato molto contrastato a Montecitorio: in Aula, l'Esecutivo è stato dattuto in tutto sette volte e lunedì scorso il relatore Guido Crosetto (Fi) si è dimesso per la mancanza di copertura ai suoi emendamenti. Ieri ogni difficoltà sembrava rientrata dopo che Crosetto aveva ritirato le sue dimissioni, grazie al via libera del Tesoro alle nuove coperture proposte per gli emendamenti (ora il provvedimento costa però 310 milioni di euro in più del previsto). E invece, causa le numerose assenze tra i banchi della maggioranza, il Governo è andato sotto più volte. Ora la palla passa al Senato, dove l'Esecutivo già annuncia modifiche. Per l'Unione tutta la vicenda è sintomo della crisi che attraversa la Cdl («Non tiene più», è stato il commento di Prodi). Uno dei capitoli più discussi è stata la sanatoria previdenziale: con l'approvazione di un emendamento di An su cui il Governo è stato battuto, si è esteso il pagamento rateale a tutti i debiti per contributi, premi e accessori di legge, dovuti agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie previste nel limite massimo di sessanta mesi con provvedimento motivato degli stessi enti, e non più solo quelli iscritti a ruolo. In questo caso, però, non è stata chiarita la sorte della cartolarizzazione dei crediti dell'Inps. Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Torino 2006, saranno destinati 170 milioni di euro per l'anno 2005 agli enti locali della Regione Piemonte che ospiteranno i giochi, stabilendo che le spese affrontate verranno escluse dal calcolo del Patto di stabilità interno. Settanta milioni di euro sono stati individuati poi a favore della promozione di Gpl e metano per autotrazione; alle aziende di elettrodomestici in crisi verranno destinati 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006; verrà autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l'anno 2005 e 35 per il 2006 per le aree in crisi dell'indotto dell'industria automobilistica. Nell'ambito della proprietà intellettuale, con un emendamento dei Ds, il Ddl competitivita ha fissato a un minimo del 30 la quota dei benefici economici derivanti dallo sfruttamento del brevetto spettante all'inventore, che ne sia stato riconosciuto quale autore, fermo restando l'appartenenza dei risultati dell'attività all'università o alla pubblica amministrazione o ente pubblico. Per quanto riguarda il turismo, vengono previsti progetti di riqualificazione, favorendo in primo luogo la risistemazione dei siti industriali dismessi. Anche per alcune città strategiche nelle quali l'Esecutivo investe in progetti infrastrutturali è stata individuata una legge obiettivo. In questo ambito, però, ieri è stato respinto un emendamento del forzista Gaspare Giudice per favorire il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, a causa del voto contrario della Lega e dell'opposizione. Per quanto concerne il settore dell'energia, si prevede un fondo Cipe per i comuni delle aree sottoutilizzate che razionalizzeran-no i sistemi di produzione e distribuzione energetica. Nel provvedimento trova spazio anche la soluzione del problema dei buoni pasto: sarà un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) ad affrontare i nodi della vertenza che aveva portato la Federazione italiana pubblici esercizi e la Federazione italiana dettaglianti dell'alimentazione a proclamare lo sciopero, poi revocato in vista dell'impegno dell'Esecutivo ad intervenire in materia. Particolari provvedimenti sono infine indirizzati a favore della competitività delle piccole e medie imprese: dalla determinazione delle modalità per l'accesso delle cooperative agli interventi agevolativi della legge 488, fino all'utilizzo del fondo rotativo per la penetrazione commerciale in Paesi diversi da quelli della Comunità europea da parte delle Pmi esportatrici italiane. È stato invece abrogato, contro il parere del Governo, l'articolo 26 sul volontariato. La norma aveva già destato polemiche in commissione in quanto prevedeva che la gestione degli stanziamenti delle fondazioni bancarie fosse affidata ai Comitati di gestione uno per ogni ambito regionale nei quali la presenza del volontariato è molto debole. Per di più, si prevedeva che metà dei fondi che la legge 266 destinava a questo settore fossero destinati al servizio civile. AN.MARI.