ONNA Le campane, appena tornate sulla torre, suonano a festa. Sembra quasi di vederle brillare in una delle prime giornate di sole di un maggio piovoso. Davanti alla facciata di pietra bianca che riflette la luce, c'è chi fa il segno della croce, chi applaude, chi si stringe in un abbraccio, chi nasconde sotto agli occhiali scuri le lacrime. È la popolazione di Onna, ma non solo. È la gente, la tanta gente, che ieri mattina ha voluto assistere all'inaugurazione della chiesa di San Pietro apostolo, al centro del borgo più martoriato dal terremoto. Il simbolo di una rinascita, forse lenta, ma costante. Le note degli strumenti della banda si mescolano tra le persone, mentre il sottosegretario di Stato del ministero per i Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, taglia il nastro davanti al portale ligneo. Poi la musica si interrompe per fare spazio ad altri suoni: sono quelli dell'organo restaurato. Segnano l'ingresso della folla all'interno della chiesa. Mai tante persone, tutte insieme, avevano forse riempito le navate precedentemente. Hanno aspettato finora il proprio turno per entrare in quel luogo di rinascita. Dalle 12 hanno cominciato ad affollare Casa Onna, insieme a una parata di istituzioni: ci sono i rappresentanti del ministero, della direzione regionale ai Beni culturali (il segretario Berardino Di Vincenzo) della Soprintendenza unica per il cratere (la soprintendente Alessandra Vittorini), del Comune (il sindaco Massimo Cialente), della Regione (il presidente Luciano D'Alfonso), della Provincia (il presidente Antonio De Crescentiis) e del governo tedesco. Non manca nessuno a questa "festa" come tutti la definiscono. A nessuno manca l'applauso: ce ne sono per tutti, ma soprattutto per Susanne Marianne Wasum Rainer, l'ambasciatore della Repubblica federale di Germania in Italia. Il suo aspetto inconfondibilmente tedesco è confermato dalla sua inflessione: le scappa un «malincònia». Sbaglia qualche accento, è vero, ma il suo italiano è quasi perfetto, soprattutto le sue parole sono molto chiare alla popolazione di Onna che non smette di battere le mani al termine del suo intervento. Un lungo, lunghissimo, applauso per il governo tedesco, quello che con il finanziamento di tre milioni di euro e la sottoscrizione, nel giugno del 2010, di un accordo intergovernativo, ha permesso che tutto ciò fosse possibile. «Qui si celebra la fratellanza di due popoli che pure sono stati molto lontani», sottolinea il sindaco Cialente. «Oggi dimostriamo che in settant'anni tanto è stato fatto». «Onna parla il linguaggio dell'unità in un'Europa che soffre della sindrome di Babele», afferma l'arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Sembrano lontani i tempi della strage, voluta dalle truppe tedesche naziste, che l'11 giugno del 1944 costò la vita a 17 abitanti di Onna. «Il mio nome significa Aquila», scherza il Segretario di Stato tedesco Gunther Adler (del ministero federale dell'Edilizia e dell'ambiente), protagonista della deposizione di una corona in memoria dei martiri dell'eccidio del '44, nella via a loro intitolata. Intanto, il presidente della Regione, D'Alfonso, raccomanda: «Siate titolari del diritto allo stupore. L'Aquila sta rinascendo, non commettiamo l'errore di non stupirci davanti alla bellezza recuperata». Più di tutti è emozionata la presidente di Onna onlus, Margherita Nardecchia Marzolo, che assicura: «Sono orgogliosa di rappresentare la comunità di Onna. I volti e le azioni di queste persone resteranno impresse nei cuori di ognuno di noi». La sua voce trema quasi come le mani che si stringono davanti alle campane che tornano finalmente a suonare a festa. La festa di una rinascita a metà. Una rinascita che mai potranno vedere le 40 vittime onnesi del 6 aprile 2009. Ma pur sempre una rinascita. Michela Corridore
ONNA - la rinascita è iniziata
La chiesa di San Pietro apostolo di Onna, un borgo martoriato dal terremoto, è stata inaugurata con una grande festa. La popolazione e le istituzioni locali e nazionali, compresi rappresentanti del governo tedesco, hanno partecipato all'evento. La chiesa è stata finanziata con tre milioni di euro del governo tedesco e rappresenta il simbolo di una rinascita per la comunità di Onna. La festa è stata segnata da un lungo applauso per il governo tedesco e da un momento di riflessione sulla storia del paese, in particolare sull'eccidio di 17 abitanti di Onna avvenuto nel 1944.
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