SAN VINCENZO Le pietre dell'antica strada sono riaffiorate, la mattina del7 maggio, nell'area esterna alla torre denominata la Torraccia, baluardo medievale situato nel territorio comunale sanvincenzino, sulla via della Principessa, a pochi metri dal confine col territorio piombinese. È lì, sotto la suggestiva torre alta quasi venti metri e da tempo oggetto di restauro e valorizzazione a spese del pistoiese Silvio Bartoli, che ne è il proprietario, che la strada larga quattro metri e mezzo circa, probabilmente di origine romana e proveniente da Baratti, si staglia lastricata di litiche testimonianze di secoli passati. Un sondaggio totalmente svincolato dai lavori di restauro e sistemazione dell'area pubblica esterna, chiesto dalla Soprintendenza archeologica di Firenze attraverso il suo referente di zona, Andrea Camilli. Ma qualcuno sapeva dell'esistenza di questa strada? Sì. Ne parlano anche alcune testimonianze orali: in passato, prima che l'area fosse asfaltata, le pietre della strada erano visibili e di essa si conosceva l'esistenza. Ce ne parla l'architetto sanvincenzino Francesco Govi, dello studio Gea3, incaricato dalla famiglia Bartoli dei restauri della Torraccia e delle aree pubbliche circostanti. «La convenzione spiega Govi per l'area di 500 metri quadrati circa, che è proprio sotto la torre, è in via di definizione. Il Comune di San Vincenzo contattò la Soprintendenza, che ci scrisse di contattarla prima di intervenire sul posto. Dopo un paio di mesi il Comune, insieme all'archeologo Camilli, referente di zona della Soprintendenza, pianificarono di eseguire degli scavi. Sondaggi realizzati dai referenti di zona della Soprintendenza. C'è una strada, non sappiamo se romana o no, larga quattro metri e mezzo. Alla luce di questo, noi tecnici incaricati dalla proprietà, come è naturale, rivaluteremo il progetto di sistemazione dell'area esterna per valorizzare questa strada. Camilli e la Soprintendenza dovranno esprimersi studiandola e datandone l'origine, con il Comune a coordinare». Qualcosa di quello che sarà fatto, a grandi linee, lo sappiamo già: sarà con ogni probabilità intercettato il tratto di strada, lungo una cinquantina di metri, al fine di valorizzarlo. «I bordi laterali della strada saranno a verde, come previsto dal progetto dice Govi e lo spazio occupato da essa sarà riscoperto se la Soprintendenza sarà d'accordo. La strada, probabilmente, partiva da Baratti e girava dove adesso c'è via della Principessa. Noi intercetteremo il tratto di 50 metri circa per valorizzarlo. Prima che asfaltassero quel pezzo finale, affioravano le pietre della strada, così come confermano alcune memorie orali. La novità può essere rappresentata dal fatto che la Soprintendenza la studierà per datarla. Credo che dovrà essere valorizzata e lasciata a vista. I sondaggi prosegue l'architetto sono svincolati dai lavori. Non ci sono lavori in corso almeno fino a dopo l'estate». Govi spiega che la convenzione tra il Comune e Silvio Bartoli per l'area esterna al baluardo medievale non è stata firmata proprio perché il progetto dell'area esterna dovrà giocoforza essere rivalutato alla luce della strada scoperta e della valorizzazione di un suo tratto. «La bozza di convenzione afferma Govi è passata in giunta qualche mese fa, e prevedeva la sistemazione di quell'area e la visitabilità della torre. I lavori di consolidamento della torre sono ultimati, la Soprintendenza ha autorizzato anche la sistemazione dell'esterno, ma adesso attendiamo la voce dei suoi esperti circa la strada le cui pietre sono riaffiorate».
SAN VINCENZO - Ai piedi della Torre torna alla luce l'antico tracciato
A San Vincenzo, in Toscana, sono state riaffiorate le pietre di un'antica strada, probabilmente romana, lungo la via della Principessa. La strada, larga 4,5 metri, è stata scoperta durante un sondaggio eseguito dalla Soprintendenza archeologica di Firenze. L'archeologo Andrea Camilli ha confermato che la strada era già nota, anche se non era visibile, e che ci sono testimonianze orali che ne parlano. Il Comune di San Vincenzo ha contattato la Soprintendenza per eseguire degli scavi e per studiare l'origine della strada. La Soprintendenza ha autorizzato gli scavi e ha promesso di studiare la strada per datarla.
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