L'idea di un gruppo di professori per valorizzare strumenti e collezioni LUCCA. Due secoli di storia delle istituzioni scolastiche. Uno sguardo sulle loro bellissime dotazioni didattiche. Un progetto che ha visto sabato 16 aprile presentare il secondo volume del "Catalogo della collezione degli antichi strumenti di fisica del liceo Machiavelli di Lucca". E che potrebbe avere - nelle intenzioni di chi lo sta portando avanti - uno sviluppo di grande portata: un museo "stabile" che raccolga un tesoro che per il momento non è adeguatamente valorizzato. L'anima e il motore di questo lavoro è la professoressa Ave Marchi. Storica di formazion, dopo 40 anni passati ininterrottamente nel mondo scolastico come insegnante ed infine dirigente per un anno dell'Istituto d'Arte Passaglia e dal 2005 al 2010 all'Itc Carrara, è andata in pensione. Ma è rimasta legata a questo mondo, e alle sue ricchezze: «Sulla scia degli strumenti del Liceo classico - spiega - ci siamo dedicati alle dotazioni didattico, scientifico e tecnologiche perchè soprattutto al tecnico, al Giorgi e al Fermi già si rintracciano documentazioni relative alla storia della tecnica, con un riferimento particolare all'area scolastica». Insieme a lei, partecipano al progetto "Le dotazioni didattiche delle scuole lucchesi nel XIX e XX secolo (fisica-tecnica-tecnologia)" due persone che lei stessa considera il «capitale umano» di questo lavoro: il professor Mauro Landi, studente e poi insegnante di ruolo dal 1978 di economia aziendale all'Itc Carrara, appassionato di fotografia e di scienza, così come il tecnico Antonio Gemignani. Quest'ultimo, perito industriale, dal 1971 al 2011 è stato assegnato al laboratorio di fisica. Avendo già una formazione di base, si è appassionato al materiale, vero e proprio patrimonio della scuola. Ed ha così fotografato e catalogato tutto con il professor Landi il tutto, dando vita a un inventario completo. Coinvolto anche il professor Paolo Razzuoli, collaboratore di presidenza al liceo classico e presidente degli Amici del Machiavelli: «Il progetto di restauro dell'antica collezione degli strumenti di chimica del Classico è iniziato nel 1999-2000 con l'unificazione del Machiavelli con le Magistrali. Partì il tutto grazie a contributi erogati sulla base di un finanziamento legato alla valorizzazione della strumentazione scientifica della scuola italiana e già nel 2003 l'operazione aveva un valore importante riuscendo ad evidenziare un progetto più ampio, di utilizzare materiale storico-didattico di varie scuole, oltre al Machiavelli. Questa fu un'ottima opportunità di arricchimento della città. Le cose acquisivano valore storico e culturale con sviluppo turistico ed economico, due aspetti non in contrapposizione ma ben compenetranti». Poi 13 anni dopo, fu avviata la seconda parte di restauro grazie al supporto della Fondazione Cassa di Risparmi: «Così si è realizzato e presentato il secondo volume del catalogo degli antichi strumenti di fisica». Il messaggio dato alla città è quindi di un patrimonio storico didattico di estrema importanza, ma certo non conosciuto né valorizzato: «Abbiamo il dovere di capire se ci sono le condizioni per farne un motivo di arricchimento turistico - aggiunge il professor Razzuoli -: il vero obiettivo, se sarà creato un museo, sarà puntare in un binomio vincente, sulla dimensione conservativa ma anche su quella nuova innovativa degli antichi strumenti di fisica dell'antica strumentazione». Ave Marchi ricorda che «la Sovrintendenza tutela i patrimoni antichi delle scuole. Salvo gli animali impagliati, tutto è stato controllato burocraticamente e notificato. Il cuore del problema è che tutte le scuole hanno questi patrimoni da tutelare. Grosso merito di Landi e Gemignani, è stato creare con me in questo periodo la documentazione che non c'era». Il tutto - sottolinea sempre la professoressa Marchi - si scontra con la storia attuale: «Servirebbe dirigenza e corpo docente che possano difendere e valorizzare adeguatamente questo materiale. La didattica ha cambiato volto e servirebbe una cabina di regia che intanto segnali alla Sovrintendenza la tutela e la necessità di investire risorse di catalogazione di questi patrimoni diffusi sul territorio, spesso non quantificati. Nei decenni passati - sottolinea - è mancata una corretta correlazione con chi ha per competenza la tutela del patrimonio storico-culturale e quindi per scivolamento questa tutela è stata demandata alle scuole che però non hanno risorse di personale nè di tutela di bilancio bastevoli per tutelare questi patrimoni». Secondo Razzuoli, la presentazione del secondo volume del catalogo degli antichi strumenti del Machiavelli si è trasformata «in un'importante occasione di riflessione sulla valorizzazione dell'intero patrimonio storico-didattico della città, spostando il baricentro dal Machiavelli al complesso del patrimonio storico lucchese. Si deve partire da lì, dall'ottimo ed insostituibile lavoro sviluppato dalla professoressa Marchi». Un pensiero condiviso anche dalla stessa: «Bisogna sensibilizzare la città non per la difesa del patrimonio della singola scuola ma per un'iniziativa culturale che ridia dignità a tutti». Lo stesso Gemignani con il professor Landi aggiunge: «Tante esperienze di fisica venivano fatte con strumenti storici molto belli ancora utilizzati, ben disposti negli armadi del laboratorio. Sono uno strumento in mano alla città e sarebbe importante nei laboratori ci fosse personale con mansioni adeguate».
LUCCA - I tesori nascosti delle scuole in un museo
Il progetto "Catalogo della collezione degli antichi strumenti di fisica del liceo Machiavelli di Lucca" ha presentato il secondo volume del catalogo il 16 aprile. Il progetto è stato realizzato dalla professoressa Ave Marchi, insieme al professor Mauro Landi e al tecnico Antonio Gemignani. Il progetto ha come obiettivo valorizzare la collezione di strumenti di fisica del liceo Machiavelli e creare un museo "stabile" che raccolga un tesoro di strumenti storici. Il progetto ha già avuto un successo con la presentazione del primo volume del catalogo nel 2011.
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