Passato e futuro sono stati risucchiati in una spirale artistica. Sotto l'erba corta e i dossi, ora riposano sia i resti di un antico quartiere medioevale, scoperta che ha permesso di ridisegnare le origini della città, sia i pensieri e le speranze dei ragazzi massetani, scritti su fogli di carta e ben chiusi dentro un cofanetto, calato poi nel pozzo che sta al centro del giardino. «Una linea diretta tra il passato e il futuro di Massa Marittima: mi piace pensare che i desideri custoditi adesso dal giardino possano un giorno realizzarsi» dice Maria Dompè, l'artista marchigiana di calibro internazionale che ha firmato l'opera inaugurata ieri mattina a Massa Marittima. «Sol omnibus lucet» s'intitola. «Il sole splende per tutti». E rappresenta un spazio non solo recuperato vicino alle mura cittadine, ma una vera e propria opera d'arte intitolata all'eroina massetana per eccellenza: la partigiana Norma Parenti. Oltre i massi della cinta si vedono le colline ricoperte di olivi. L'aria è gonfia d'incenso, nonostante si sia all'aperto, e l'erba che ricopre i dossi è corta e profumata. Ci sono anche delle frasi incise a lettere maiuscole sul ferro che sta alla base dei dossi. «Serva Tempus»: godi il tempo. «Nihil difficile amanti»: nulla è difficile a chi ama. Un gioco geometrico che regala una spirale perfetta, forma ripresa dalla natura nel far evolvere forze diverse in nuove forme. È questo il concetto ripreso da Dompè quando le hanno commissionato il lavoro. «Questa opera è una spirale che ci ha coinvolto tutti» ha detto l'artista dopo il taglio del nastro. Ha coinvolto gli autori, l'amministrazione, la Regione Toscana che ha finanziato il progetto, i ragazzi dell'istituto Don Curzio Breschi con i loro pensieri nel cofanetto. Ha coinvolto tutta Massa Marittima. «Questo giardino è la dimostrazione che avete preso coscienza della vostra storia» ha detto ai presenti Antonio Troisi, l'architetto che ha realizzato l'opera ideata dalla Dompé. «Sta a voi continuare a raccontarla». Una storia, quella di quest'angolo magico racchiuso nel Terziere di Cittavecchia tra via Massetana e via Maremma, che sa anche di rinascita. Non era nient'altro che un insieme di orti abbandonati, rovi, erbacce e rifiuti. Poi, all'improvviso, durante degli scavi archeologici lungo le mura cittadine, è saltato fuori da quel terreno un antico quartiere medioevale, che ha permesso di riscrivere la storia di Massa Marittima. Reperti studiati, catalogati e poi ricoperti, data l'impossibilità a mantenerli intatti. Ma come rendere unico questo spazio ritrovato? Semplice: con l'arte. «Questo è un luogo voluto come parentesi panoramica» dice il sindaco Marcello Giuntini. Un luogo di arte e paesaggio, di rinascita, crescita e speranza, dove tutto si unisce in una spirale e dà forma a un nuovo angolo incantato.