Uno su tre non paga. E in alcuni casi, addirittura, a presentarsi soldi alla mano in biglietteria è soltanto un visitatore su nove. I dati sulle aree archeologiche e sui musei siciliani offrono lo spaccato di una Sicilia dove l'arte è spesso gratis: se nel 2015 sono aumentati sia i paganti che gli incassi, l'anno scorso sono stati staccati un milione e 315 mila biglietti gratuiti a fronte di 2 milioni e 619 mila a pagamento. Con casi eclatanti: ci sono decine di musei nei quali le visite omaggio sono più della metà del totale, con picchi nel museo palermitano di Palazzo Riso (un pagante ogni 9), nella casa- museo di Giovanni Verga a Catania (un pagante su 7), nel museo del Carretto di Terrasini (paga poco più di uno su 6) e nei musei archeologici di Caltanissetta e Adrano (in entrambi un biglietto a pagamento ogni 5 visitatori). LA CULTURA GRATUITA L'elenco, però, è molto più lungo. Sono 29 le aree archeologiche e i musei siciliani nei quali i biglietti omaggio sono più della metà: del club fanno parte anche il museo archeologico di Agrigento (20.467 gratuiti contro 14.817 paganti), la biblioteca-museo Pirandello (28.019 contro 12.349), il complesso Trabia Tallarita di Caltanissetta (1.060 contro 516), il museo archeologico di Gela (4.050 contro 1.757), il museo della ceramica di Caltagirone (10.844 contro 5.567), il museo archeologico di Aidone (17.897 contro 5.369), gli scavi di Morgantina (14.434 contro 4.826), il museo regionale di Messina (11.994 contro 6.454), la Villa romana di Patti (4.097 contro 1.802), il Castello della Cuba (7.156 contro 5.576), Palazzo Abatellis (32.858 contro 15.872) e l'Antiquarium di Himera (2.209 contro 986). L'elenco prosegue con il Castello a mare di Palermo (337 contro 257), il museo civico di Polizzi Generosa (520 contro 219), il convento della Croce di Scicli (363 contro 180), il museo di Camarina (5.556 contro 2.986), il "Paolo Orsi" di Siracusa (39.805 contro 20.411), l'Antiquarium di Megara Hyblaea (1.030 contro 491), la casa-museo di Antonio Uccello (5.003 contro 1.736), la Villa del Tellaro (24.476 contro 6.798), il museo archeologico Lilibeo (30.056 contro 18.897), il "Pepoli" di Trapani (29.000 contro 10.859) e il castello Grifeo di Partanna (3.769 contro 1.452). A questi, poi, vanno aggiunti i numerosi musei che prevedono solo l'ingresso gratuito. Eppure, i biglietti omaggio sono diminuiti in valore assoluto: l'anno precedente erano 260 mila in più, con un calo che in percentuale si attesta al 16,66 per cento. Effetto, in parte, della volontà di Roma: dalla seconda metà del 2014, infatti, una riforma voluta dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini esclude in tutta Italia l'ingresso gratuito per gli over 65. Restano invece gli altri omaggi: minorenni, scolaresche, studenti d'arte e alcune categorie professionali come guide turistiche e giornalisti. Il resto lo fanno singole mostre gratuite o progetti per la diffusione della cultura come le Domeniche al museo. «A stabilire chi può entrare gratis dice l'assessore ai Beni culturali Carlo Vermiglio è una norma nazionale. Cosa possiamo fare per ridurre l'incidenza? L'auspicio è che aumentino i paganti, e nei primi mesi del 2016, stando ai primi dati che cominciano ad affluire, il trend è già positivo». IL BOOM DI TAORMINA In compenso il quadro generale è confortante. Il sistema dei beni culturali in Sicilia ha incassato nel 2015 20,4 milioni, con un aumento del 6,82 per cento rispetto all'anno prima. A fare da traino sono soprattutto Taormina e Agrigento: il teatro greco della cittadina del Messinese ha incassato 4 milioni e 575 mila euro, quasi 700 mila più dell'anno precedente, mentre la Valle dei Templi ha staccato biglietti per 4 milioni e 104 mila euro, circa 120 mila in più rispetto al 2014. Proprio il parco archeologico agrigentino viene indicato dall'assessore fra gli esempi virtuosi di inizio 2016 per l'aumento dei paganti: «Nel primo trimestre spiega Vermiglio la Valle dei Templi cresce di oltre il 20 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente «. Un 2015 da incorniciare anche per l'area archeologica della Neapolis di Siracusa con l'orecchio di Dionisio (gli incassi sono arrivati oltre quota 3,6 milioni, con un aumento di 200 mila euro) e per quella di Segesta (un milione e 278 mila euro, con un incremento di 128 mila). In controtendenza la Villa del Casale di Piazza Armerina, che ha staccato biglietti per due milioni e 383 mila euro contro i 2,7 milioni del 2014: l'area archeologica dell'Ennese, però, ha visto aumentare gli ingressi a pagamento e sconta semplicemente gli effetti delle nuove tariffe, passate da 14 a 10 euro a novembre di due anni fa. Fra le curiosità da segnalare nel 2015 c'è poi l'ampliamento dell'offerta culturale: dall'autunno dell'anno scorso in Sicilia possono essere visitati la zona archeologica di Monte Kronio a Sciacca, Palazzo Panitteri e la zona archeologica di Monte Adranone a Sambuca, la chiesa-museo di San Francesco Borgia a Catania e il convento della Croce di Scicli. Per la cronaca, nessuno ha fatto incassi da incorniciare: il record va a Monte Adranone, con appena 606 euro di introito durante lo scorso anno. UNA DELUSIONE ARABA-NORMANNA Non paga, invece, l'inclusione dell'itinerario arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù fra i siti Patrimonio dell'umanità: nei primi sei mesi successivi all'inserimento nell'elenco dei beni tutelati dall'Unesco, i tre siti regionali a pagamento inseriti nel percorso registrano un calo di visitatori, al quale fa però da contraltare un aumento degli incassi. Nello specifico, il Duomo di Monreale passa da 190 a 172 mila visitatori, la Zisa da 43.754 a 42.474 e San Giovanni degli Eremiti da 63.327 a 60.028. Il calo, però, incide principalmente sui biglietti omaggio: gli incassi, così, aumentano di 110 mila euro per il Duomo di Monreale, di 7 mila per la Zisa e di 27 mila per San Giovanni degli Eremiti. Almeno nei nuovi gioielli in vetrina, però, se non altro a pagare è molto più della metà.
Musei e siti archeologici paga solo un visitatore su tre Gli incassi però aumentano
In Sicilia, uno su tre visitatori non paga il biglietto per le aree archeologiche e i musei. Nel 2015, i paganti e gli incassi sono aumentati, ma l'anno scorso sono stati staccati 1,315 milioni di biglietti gratuiti a fronte di 2,619 milioni a pagamento. I musei e le aree archeologiche con più biglietti omaggio sono quelli di Palermo, Catania, Caltanissetta e Adrano. Il 29% dei musei e aree archeologiche siciliani offrono biglietti omaggio a più della metà dei visitatori. I biglietti omaggio sono diminuiti in valore assoluto, con un calo del 16,66% rispetto all'anno precedente.
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