DOPO il rinvio dell'espianto degli alberi, ora è il turno dello stop ai sondaggi archeologici. La Regione si prepara a una nuova mossa per fermare i lavori della Tap. Questa mattina negli uffici dell'azienda che vuole realizzare il gasdotto arriverà una nuova nota a firma della Sezione Ecologia di via Gentile. Nella missiva i dirigenti regionali chiederanno in pratica a Tap di non aprire il cantiere a Melendugno con i lavori di ispezioni archeologiche (previsti per il 13 maggio) se prima non comunica come e soprattutto dove avviare gli scavi. Al centro della contesa c'è il gasdotto che dovrebbe approdare entro il 2019 sotto la sabbia della spiaggia di Melendugno. La Regione però, che ha sempre proposto l'approdo alternativo a Brindisi, non ha alcuna intenzione di cedere e contro Trans Adriatic Pipeline che ha annunciato l'apertura del cantiere il 13 maggio ha deciso di scatenare l'intervento dei dirigenti dell'ufficio Ecologia. È proprio dall'ufficio situato nella nuova sede regionale in via Gentile che parte l'ultima controffensiva al progetto del gasdotto. È qui infatti che già sono stati preparati i due atti per fermare il cantiere. Il primo è stato pubblicato nei giorni scorsi: si tratta di un documento in cui si elencano alcune precisazioni in merito alla prescrizione A.44 (quella relativa all'espianto e spostamento di 250 ulivi per l'inizio dei lavori). L'azienda ha risposto abbandonando il progetto dell'espianto e puntato tutto sui sondaggi archeologici che partiranno il 13 maggio. La mossa è servita a Tap per forzare la mano e aprire il cantiere. Ed è qui che si innesta la nuova decisione della Regione che domattina si prepara a inviare una nuova nota in cui chiede chiarimenti anche su questi sondaggi e comunica all'azienda di chiarire prima cosa fare e poi partire con i lavori. Ma la lotta della Regione non si valuta l'eventuale utilizzo di una nuova arma di cui si è dotata recentemente. È la legge Blasi sulle "Misure di tutela delle aree colpite da Xylella fastidiosa" approvata dal consiglio regionale nelle settimane scorse. In quella legge si disciplina anche l'autorizzazione di opere in terreni in cui è presente il batterio: il terzo comma della legge prevede che l'opera autorizzata con procedura Via abbia un livello di progettazione esecutiva e sia immediatamente cantierabile e «che l'opera oggetto di autorizzazione sia coerente con ulteriori opere tecnicamente connesse». È proprio quello che manca al progetto di Tap, «visto che affermano in via Gentile non sappiamo nulla dei progetti per l'interconnessione», quelli cioè che collegheranno il gasdotto con la rete Snam attraverso una condotta da 55 chilometri da Melendugno a Mesagne (zona in cui Tap si può allacciare alla rete gas nazionale). Per questo, nel caso in cui fossero avviati i lavori a Melendugno, la Regione potrebbe mettere a punto una denuncia in tribunale proprio per violazione della legge regionale sulla Xylella. La guerra tra Tap e Regione è solo all'inizio. (a.cass.)
Tap, altro stop la Regione blocca gli scavi
La Regione si prepara a fermare i lavori della Tap per il gasdotto a Melendugno. La società ha annunciato l'apertura del cantiere il 13 maggio, ma la Regione ha deciso di intervenire con una nuova nota in cui chiede chiarimenti sui sondaggi archeologici e sulla progettazione esecutiva dell'opera. La Regione ha anche deciso di utilizzare la legge Blasi sulle "Misure di tutela delle aree colpite da Xylella fastidiosa" per poter mettere a punto una denuncia in tribunale se i lavori vanno avanti. La guerra tra Tap e Regione è solo all'inizio. La Regione ha già pubblicato un documento in cui si elencano precisazioni in merito alla prescrizione A.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo