ANCHE nella cultura si può fare innovazione hi-tech. Ne è convinta la Heritage, una startup torinese nata nel 2013 per trovare nuovi modi di godersi il patrimonio artistico italiano. Quindi applica tecnologie come la realtà aumentata, gli ambienti virtuali o il mobile per raccontare e descrivere ciò che viene ad esempio ospitato nei musei, nelle biblioteche o negli archivi. L'ultimo progetto si chiama "My experience", un'applicazione che vuole «promuovere un modello innovativo e personalizzato di fruizione del patrimonio culturale sviluppato sulla base delle esperienze dell'utente», spiega Elisabetta Bruno, creatrice e ceo di Heritage. Che racconta di voler partecipare all'Accademia dell'innovazione per «metterci in gioco in uno scenario competitivo e internazionale». (ste.p.)