«Dodici milioni di euro per il restauro complessivo di Palazzo Ducale». Per il futuro della reggia, quella battuta ieri dalle agenzie, è una notizia da incorniciare. Sinonimo di svolta per il progetto di recupero degli spazi che presentano ancora criticità e, al tempo stesso, per la valorizzazione del complesso monumentale con i suoi 35 mila metri quadrati di bellezze tra sale affrescate, gallerie, giardini e cortili. Come è stato annunciato ieri, il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha approvato il Piano Strategico Turismo e Cultura proposto dal ministro Dario Franceschini. Un progetto complessivo - come chiarisce la nota diffusa dal Mibact - che stanzia un miliardo di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 - 2020, per realizzare 33 interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio e di potenziamento del turismo culturale. Due quelli previsti in Lombardia per 52 milioni di euro: 12 milioni, come si diceva, per il restauro di Palazzo Ducale a Mantova e 40 milioni per il progetto Grande Brera con l'ampliamento della Pinacoteca e l'adeguamento della caserma Mascheroni Magenta e Caracciolo per i nuovi spazi dell'Accademia di Belle Arti. La notizia dello stanziamento è stata accolta con soddisfazione dal direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann. «Appena sono rientrato mi hanno informato i nostri uffici - ha commentato a caldo - e ovviamente mi ha fatto un enorme piacere. Non sappiamo quando arriveranno i fondi, nè se la cifra sarà vincolata ai soli interventi di restauro delle sale o per altre finalità. Certo, parte di questi contributi, sarebbero utilissimi, ad esempio, per il restauro delle facciate che danno verso il lago e che costituiscono parte dello straordinario skyline di Mantova. Ecco, credo che un intervento di questo tipo rappresenterebbe un regalo a tutta la città». A proposito di fondi va ricordato che la Sovrintendenza di Mantova insieme a quella di Brescia e l'università Iuav di Venezia, a fine 2012 partecipò a un concorso indetto dal Cipe presentando un progetto che ammontava a circa cinque milioni di euro per i restauri del Ducale (come fondi per le emergenze dei beni culturali a palazzo Ducale erano stati destinati 1,5 milioni). Il Ministero ora con questo piano punta a un rilancio della competitività del territorio nazionale attraverso cultura e turismo. «Il governo - ha dichiarato ieri Franceschini - conferma il forte impegno in un settore fondamentale per la crescita sostenibile dell'Italia, capace di generare lo sviluppo sociale, economico e civile del territorio. E' il più grande intervento sul patrimonio culturale della storia repubblicana: 33 interventi, da nord a sud del Paese che avranno un forte impatto sull'economia, riattivando risorse di eccellenza e portando lavoro ai tanti specialisti e tecnici dei beni culturali che, spesso riuniti in piccole e medie imprese, costituiscono parte importante del tessuto economico del territorio». Tra le priorità indicate dal direttore del Ducale Peter Assmann ci sono ovviamente la riapertura di Corte Nuova (il palazzo oggi è aperto per due terzi) così come il recupero e la valorizzazione di altri ambienti della reggia. Ma come si procederà? «Entro breve contatterò il Ministero per avere più informazioni sul finanziamento e sulle modalità di azione - conclude Assmann - Il nostro obiettivo primario è collegare al restauro un progetto di utilizzo e fruibilità del bene per valorizzare al meglio Palazzo Ducale». E prossimamente si saprà anche come sarà strutturata la nuova sovrintendenza Mantova-Cremona-Lodi che avrà sede proprio in città. Se da una parte Assmann non nasconde una preoccupazione legata ai numeri del personale in forza al museo (attualmente ci sono 76 custodi e 31 persone in ufficio, di cui 3 andranno in pensione entro il 2016 e uno storico dell'arte nel 2017) dall'altra tiene a ribadire che questi stanziamenti sono sinonimo di sicuro rilancio. «La nostra speranza è che parte dei soldi sia spendibile già nell'anno di Mantova Capitale della Cultura - conclude - per iniziare ad avviare subito i progetti e per dare visibilità anche allo sforzo economico rappresentato dai finanziamenti».