VENEZIA È come un organismo vivente che respira e si muove - poco - il ponte di Rialto sottoposto in questi mesi al primo, radicale intervento di restauro della sua storia dopo la sua costruzione nel 1591, su progetto dell'architetto Antonio da Ponte. La struttura del ponte, messo a nudo dagli operai di Lares, Setten e Lithos - le tre imprese impegnate nell'intervento (finanziato con 5 milioni da Renzo Rosso) sotto la supervisione di Soprintendenza e Direzione Lavori Pubblici - sta rivelando qualche problema inaspettato ma risolvibile, ma anche le sue ottime condizioni di salute generali, con un intervento che dovrebbe comunque concludersi entro l'anno. Si lavora contemporaneamente su tutte le parti - come testimoniano anche le fotografie che pubblichiamo - ma con modi e tempi diversi. Già completati ad esempio i lavori nella rampa che si affianca al Palazzo dei Camerleghi, dove sono già stati sistemati i sottoservizi e restaurati e riposizionati i gradini, con integrazioni minime. La percentuale di nuovi materiali inseriti è infatti intorno al 3 per cento del totale, con la stuccatura di fessurazioni e lesioni con resine. E quando è necessario cambiare - come per qualche pezzo di "molassa", l'arenaria grigio scura che ricopre le pedate del ponte - si è riusciti a ritrovare la cava di Muggia da cui proveniva la pietra originaria, grazie alla consulenza del professor Lorenzo Lazzarini dell'Iuav. Dal lato opposto di questa parte del ponte, quella che si affaccia sul Fontego dei Tedeschi, è in corso invece l'impermeabilizzazione della superficie prima della nuova posa in opera dei gradini e il completamento del sistema dei sottoservizi. È stato necessario rimuovere un gran numero di cavi e tubazioni - in parte ormai "morte" - e il riordino di essi con le varie aziende energetiche interessate è uno dei "puzzle" più complicati dei lavori. Si sta procedendo anche a un sofisticato sistema di impermeabilizzazione - reversibile - della pavimentazione del ponte, con materiali plastici rimovibili, grazie a un'intercapedine di calce applicata sotto di essi. E quanto allo smaltimento delle acque piovane, si sta ripristinando il sistema di canalette che una volta funzionavano egregiamente a questo scopo, ma che erano state rese inoperose dal manto di cemento steso sopra di esse negli interventi di manutenzione registratisi nel corso del Novecento. Proprio per questo sotto la volta ponte sono comparse quella sorta di rivoli di umidità che filtravano dalla parte superiore e che ora dovrebbero scomparire. Sul lato opposto del ponte di Rialto, dalla parte di Riva del Carbon si lavora ora alla sistemazione dei sottoservizi e alla rimozione del cemento, mentre dalla parte di Riva di Carbon dove sono già stati sistemati i cavi e riposizionati i gradini, si è impegnati invece al consolidamento delle mensole sotto le balaustre, risultate tutte spezzate, una volta rimossi i gradini. Un problema legato forse alle stesse caratteristiche architettoniche di un ponte pesantissimo - pur se stabile - come quello di Rialto, interamente in pietra d'Istria. Le balaustre sono state realizzate molto all'esterno del ponte e le colonne sotto di esse sono particolarmente pesanti, circa una tonnellata ciascuna. Così il ponte "tira" verso l'esterno e questo spiega il fatto che le mensole sotto le balaustre sotto di esse si siano spezzate proprio a causa del peso eccessivo che devono sostenere. Un problema affrontato con raffinati sistemi di consolidamento e di rinforzo delle mensole con tiranti e l'inserimento di "anime" di acciaio. L'altro elemento di parziale dissesto rilevato è quello del distacco di paramenti murari nella parte superiore dei negozi del ponte, anche qui per l'uso di materiali inidonei, ma si sta procedendo a sistemare anche questo problema. Per quanto riguarda la pavimentazione centrale del ponte - per fortuna priva di sottoservizi - si lavora soprattutto di notte, per non disturbare il passaggio pedonale, ma in autunno, quando i lavori si intensificheranno in questa parte, sarà riaperta una delle due scalinate laterali attualmente chiuse. Si è già conclusa anche la pulitura e il restauro della copertura in lastre di piombo chiaro della parte superiore del ponte, con risultati eccellenti e anche in questo caso sotto la copertura è stata inserita una guaina impermeabilizzante. La condizione principale posta dalla Soprintendenza per il restauro di un ponte che è stabile come oltre quattro secoli fa, quella del "com'era" (il "dov'era" in questo caso era scontato) sta venendo rispettata alla lettera, con un lavoro certosino di tecnici e operai.