La pala d'altare della chiesa di San Daniele a Cavazzo aveva sempre attirato la sua attenzione. Mai però il professor Gilberto Ganzer originario di Cavazzo, allora ventenne, avrebbe immaginato di salvare dalle macerie del terremoto un Tintoretto. Grande il suo stupore quando cadde la tela di rifodero e scorse la scritta che confermava la provenienza dell'opera da Venezia Il sisma del 1976 colpì anche le opere d'arte e la chiesa di Cavazzo è solo un esempio. «Quella pala - racconta Ganzer -inserita in un altare altrettanto bello mi aveva sempre colpito». Di fronte alla chiesa crollante gli dispiaceva che la pala non fosse stata recuperata nelle ore immediatamente successive alla scossa. «Con l'incoscienza dei 20 anni, andammo a tirarla fuori. Era piovuto e la tela di rifodero venne via appena staccammo il quadro dall'altare». Fu in quel momento che Ganzer lesse «numero 2 San Daniele di Castello» e capì che aveva tra le mani un capolavoro. «Proveniva dal sestiere Castello e dalla chiesa di San Daniele distrutta in epoca napoleonica per far spazio ai giardini di Sant'Elena» continua il professore che, una volta sistemato il dipinto nei locali della parrocchia, iniziò la ricerca d'archivio e scoprì che chi aveva steso l'elenco delle opere da sdemanializzare aveva scritto: "Numero 1 Tintoretto natività della Vergine". «In regione - insiste Ganzer - è il più bello in assoluto. Anche l'altare che la conteneva arriva da Venezia». Nonostante fosse uscita indenne dal terremoto, l'opera richiedeva un intervento di restauro. Ganzer e chi si occupava delle opere d'arte nel post terremoto, tra cui il professor Giancarlo Menis e il direttore dei civici musei di Udine, Aldo Rizzi, iniziarono a battere tutte le porte per ottenere i fondi. «Iniziò una pressante questua finché il presidente dell'allora Banca carnica, l'avvocato Edoardo Quaglia, ci permise di farla restaurare e di darle l'assetto che meritava» conclude Ganzer senza dimenticare di ricordare che «dopo il restauro l'opera venne sistemata in un altare in marmo bianco, settecentesco, che la mette più in rilievo». (g.p.)
Dalle macerie spuntò un Tintoretto
Il professor Gilberto Ganzer, originario di Cavazzo, aveva sempre ammirato la pala d'altare della chiesa di San Daniele. Dopo il terremoto del 1976, la tela venne scartata e Ganzer, con l'incoscienza dei 20 anni, la tirò fuori dall'altare. Fu allora che capì di avere tra le mani un capolavoro. La pala proveniva da Venezia e da una chiesa distrutta in epoca napoleonica. Ganzer iniziò la ricerca d'archivio e scoprì che l'opera era stata elencata come "Numero 1 Tintoretto natività della Vergine".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo