Una basilica risalente a prima dell'anno Mille, la sepoltura di un fanciullo, finestre monofore sulla facciata che erano state tamponate e intonacate da tempo immemore. I lavori di restauro e ristrutturazione di San Pietro Apostolo, a Onna, sono destinati a riscrivere la storia della chiesa, conosciuta solo in parte prima del terremoto. «Scoperte inattese» per lo stesso direttore dei lavori di restauro, l'architetto Corrado Marsili. Per la chiesa di Onna si è storicamente parlato di origine cistercense, risalente alla prima metà del 1200. I lavori hanno dato modo di confermare questa ipotesi? «Durante i lavori abbiamo trovato diversi elementi di quel periodo e sicuramente la chiesa del XIII secolo doveva essere simile, nell'impianto planimetrico, a quella che vediamo attualmente: una monoaula rettangolare con abside centrale a pianta quadrata. Negli anni Cinquanta a questa struttura è stata tolta la parete di destra per permetterne l'ampliamento nella sede della congrega. In quest'area abbiamo trovato un muro al di sotto del piano pavimentale che continuava e che conferma la struttura iniziale della chiesa cistercense. La conferma definitiva è stata data, togliendo gli intonaci, dalle due finestre monofore riscoperte che si aprivano sulla facciata e che erano state tamponate e in parte rotte per far posto a finestre settecentesche». In quella zona non c'era nulla prima del 1200? «Facendo indagini di tipo archeologico abbiamo trovato un'abside semicircolare a una quota piuttosto bassa: circa un metro e quaranta centimetri sotto al piano pavimentale. Questo dato rivela l'esistenza di una chiesa ancora più antica di quella cistercense, probabilmente di origine benedettina, risalente all'VIII-IX secolo. Sempre sulla facciata di sinistra, ma anche all'interno di altre murature, abbiamo trovato elementi di epoca romana e altri risalenti all'VIII-IX secolo e sino al XIV-XVI. Nelle murature è venuta fuori anche una stele lavorata sulle quattro facce che abbiamo inserito al di sotto dell'altare principale. Un'opera molto bella e interessante. Nel tempo è stata modificata anche la denominazione della chiesa: probabilmente è stata dedicata a San Pietro agli inizi del 1300, mentre prima era dedicata alla Madonna, più esattamente a Santa Maria de Unda. Sui lavori e sulla storia della chiesa ci sarà una pubblicazione monografica in collaborazione con monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico». Nello scavo è emersa anche una sepoltura? «Al di sotto della chiesa benedettina abbiamo trovato una sepoltura, risalente a prima dell'anno Mille. Si pensa a un sacello precedente alla chiesa benedettina. Per quello che resta degli elementi ossei, la tomba deve appartenere a un fanciullo di 1213 anni di età». Quali erano le condizioni nel post-sisma e come si è svolto l'intervento ? «Il lavoro non ha riguardato solo la chiesa, ma anche l'annessa congrega, a destra della chiesa, costruita alla fine dell'Ottocento, la casa canonica e la casa parrocchiale: un piccolo aggregato. Della chiesa restavano in piedi, con enormi danni, facciata e parete di sinistra. È stato necessario ricostruire ex novo la congrega». Rispetto alla chiesa precedente cosa è cambiato? «L'aspetto della chiesa è cambiato soprattutto nelle finiture interne e delle facciate esterne, dove abbiamo cercato di recuperare e valorizzare al meglio le fasi costruttive storiche. I lavori svolti sono stati sempre condivisi e partecipati dai rappresentanti del Governo tedesco e dai cittadini di Onna. L'unico locale non crollato della casa canonica, su richiesta degli onnesi, da magazzino è stato trasformato in una cappella. Un piccolo luogo per ricordare le vittime dell'ultimo sisma». (m.c.)
ONNA L'architetto Marsili Tante sorprese durante i lavori
La chiesa di San Pietro Apostolo a Onna è stata oggetto di lavori di restauro e ristrutturazione dopo il terremoto. Gli scavi hanno rivelato elementi di epoca romana e benedettina, confermando l'ipotesi di origine cistercense del XIII secolo. La chiesa originale risaliva all'VIII-IX secolo, con un'abside semicircolare e finestre monofore sulla facciata. Una sepoltura risalente a prima dell'anno Mille è stata trovata al di sotto della chiesa benedettina. I lavori di restauro hanno riguardato anche l'annessa congrega, la casa canonica e la casa parrocchiale, che sono state ricostruite ex novo.
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