Il 15 aprile un sopralluogo di rappresentanti del ministero e del Comune per deridere le modifiche al progetto di Meier La Commissione speciale: pensiamo al raccordo tra il nuovo museo e piazza Augusto Imperatore Mancava solo il direttore della Scuola di restauro della Sapienza, Giovanni Carbonara, alla prima riunione della speciale Commissione per l'Ara Pacis, convocata ieri mattina al ministero del Beni culturali. Gli altri cinque membri hanno subito sgombrato il campo da un'insidia: schierarsi a favore o contro i particolari del progetto dell'architetto americano Richard Meier. A giudizio unanime, sarebbe stato un approccio rischioso e restrittivo rispetto ai compiti affidati alla Commissione dal decreto ministeriale che l'ha istituita tre settimane fa. Esso impegna il collegio a valutare la possibilità di alcune modifiche progettuali nell'ambito di un contesto più ampio: l'intero spazio che comprende piazza Augusto imperatore e l'area prospiciente il Tevere entro la quale è ospitata l'Ara Pacis. E così Adriano La Regina, sovrintendente archeologico, Eugenio La Rocca, responsabile capitolino dei Beni culturali, Roberto Di Paola, sovrintendente ai Beni architettonici, il direttore dell'Ufficio Città Storica del Comune Gennaro Farina e l'urbanista Leonardo Benevolo hanno deciso di approfondire, ciascuno nel proprio ambito, la problematica che ruota attorno all'Ara Pacis e alla nuova possibile sistemazione della contigua piazza. Il 15 aprile si terrà una nuova riunione della Commissione: dopo un sopralluogo all'Ara Pacis, si passerà alle proposte concrete. Dalla polemica sul muretto da eliminare o no dal sagrato di San Rocco e San Girolamo - che avrebbe potuto essere un tema di immediato scontro tra i commissari- si passa dunque ad un'impostazione diversa, che allarga il campo. «Non è detto che un ragionare più ampio -commenta ottimista Gennaro Farina- debba moltiplicare i motivi di dissenso reciproco. Anzi, potrebbe accadere l'opposto». I membri della Commissione sottolineano che l'apertura di un tavolo di permanente confronto delle posizioni del ministero e del Comune, da anni divergenti sulla pedissequa realizzazione del progetto Meier, può favorire un'intesa. Nella riunione di ieri sono stati messi a fuoco i temi da approfondire onde trarre decisioni conseguenti e coerenti: la sistemazione della piazza, il raccordo tra il nuovo Museo e il resto dello spazio urbanistico, la sistemazione delle risultanze archeologiche, infine i problemi legati alla mobilità. Il cantiere, intanto, non risulta dover subire rallentamenti. Sono in corso le opere di fondazione ed è imminente la fase di edificazione. Ci sarà tutto il tempo per attuare, eventualmente, piccole modifiche al progetto del Museo richieste in particolare dal ministero e sulla quali il Comune non sembra pregiudizialmente contrario a patto che lo stesso Meier dia il proprio assenso. Quanto al restyling dell'intera piazza Augusto Imperatore, la Commissione dovrà dare al più presto le sue indicazioni. Ma i tre rappresentanti del Comune (La Rocca, Farina e Carbonara) sembrano avere idee analoghe ai colleghi «ministeriali» (La Regina, Di Paola e Benevolo) : si dovrà fare in modo da esaltare la presenza dell'Augusteo, un insigne monumento che urbanisticamente non sembra trattato come merita.