LA STORIA LA chiesa di San Giusto al Pinone continua a morire. Giorno dopo giorno, nel silenzio. E' un'agonia annunciata da decenni di incuria e venti di abbandono. Carmignano, provincia di Prato, la chiesa sta lì. E' stata un ospizio per pellegrini che percorrevano il crinale della montagna per andare attraverso Firenze, un'abbazia, un posto dove sposarsi e infine un posto lasciato alla sua deriva. Umidità e abbandono, la zona del transetto pericolante, il tetto pieno di fessure. San Giusto ha bisogno di aiuto e Carmignano ci prova a stringersi attorno a quella sua chiesa appena fuori porta. Dopo gli appelli allo Stato (inascoltati fino a qui), adesso è l'arte contemporanea a riaccendere i riflettori su questa chiesa scelta da Rudy Pulcinelli, artista toscano che oggi lavora in Cina, per Logos. Una installazione che riporta la parola dentro la chiesa e che riporta in primo piano questa emergenza che riguarda un bene culturale. L'iniziativa ha il patrocinio del Comune di Carmignano ed è realizzata in collaborazione con l'associazione «Amici di San Giusto ». Non sarà la sola. In estate sempre il Comune sta organizzando una lettura pubblica no-stop dell'«Orlando Furioso» dell'Ariosto e altri appuntamenti culturali per «salvare l'abbazia». «L'idea di una mostra d'arte nasce dalla volontà di sensibilizzare il pubblico sulla situazione attuale di questo gioiello del nostro patrimonio storico-artistico, - spiega la curatrice Ilaria Magni - si tratta di un'abbazia fondata nel XII secolo dai monaci dell'ordine cluniacense che si trova in una posizione strategica, una tappa fondamentale in un percorso, fisico e immateriale, lungo la via utilizzata dai pellegrini sul monte Albano ». Rudy Pulcinelli ha scelto San Giusto per le sue "lettere-sculture" e per ridare voce a un luogo in cui la parola è scomparsa: questa chiesa e l'altare saranno riaperti nei fine settimana dal 7 maggio al 12 giugno (dalle 10 alle 18. Inaugurazione sabato ore 16). «Vogliamo salvare questo bene pubblico » spiega l'assessore alla cultura di Carmignano Fabrizio Buricchi che è anche presidente dell'associazione Amici di San Giusto. Proprio l'assessore nel 2010 ha svelato che l'abbazia - già da anni in stato di abbandono - apparteneva allo Stato e non a un privato come si è creduto per diverso tempo. «Ho trovato i documenti della donazione che nel 1893 venne fatta da un privato, Tito Cinotti, che utilizzavala chiesa come stalla, al Regio ministero della Pubblica Istruzione. Ci sono anche le carte successive in cui si legge - prosegue Buricchi - la richiesta del ministero al Comune di prendersi cura ordinaria del bene custodendo le chiavi e aprendo a visitatori e studiosi. Ho recuperato poi una delibera dell'amministrazione di Carmignano in cui si accetta». Non può essere un piccolo Comune da solo a poter salvare la chiesa: «E comunque non spetterebbe a noi il mantenimento strutturale di San Giusto, ma allo Stato. Come associazione abbiamo messo al lavoro un gruppo di persone - prosegue l'assessore - Vogliamo capire quale è la spesa necessaria almeno per risistemare il tetto». L'ultimo intervento che è stato fatto dalla soprintendenza sulla chiesa è di cinque anni fa quando vennero realizzati in urgenza lavori di consolidamento della navata. Adesso in pericolo è l'area del transetto dove il tetto presenta ampie fessure che rischiano di danneggiare le volte a croce del 1373. Oltre alla mostra, ci sarà anche allo Spazio d'Arte Alberto Moretti (a Carmignano) una esposizione di lavori di fotografi e videomaker incentrati su Logos.