LA legge di stabilità ha aumentato del 27 il bilancio del MiBact, portando per la prima volta dal 2008 le risorse disponibili sopra i 2 miliardi di euro annui. A questo incremento si sommano i 490 milioni del Piano obiettivo nazionale dedicato alla Cultura, il miliardo approvato dal Cipe il Primo Maggio e le risorse del fondo tutela patrimonio culturale. Tutte risorse già deliberate e disponibili che saranno adesso spese con un programma pluriennale con particolare attenzione a quei settori, penso alle biblioteche e agli archivi, che nel passato avevano sofferto più di altri e che adesso vedono il proprio contributo triplicato. Alle risorse finanziarie si aggiunge l'investimento in capitale umano che prevede l'assunzione a tempo indeterminato di 500 nuovi funzionari dei beni culturali. Il concorso si terrà entro l'anno e porterà nel ministero giovani antropologi, archeologi, architetti, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, promotori e comunicatori, restauratori e storici dell'arte. Tutto questo sta avendo un riflesso immediato: nell'ultimo anno sono aumentati i consumi culturali, dagli ingressi nei cinema e nei musei fino alle vendite di libri. Inoltre con l'Artbonus il governo si è impegnato nell'infrangere il tabu del privato nella cultura: cittadini e imprese sono tornati a considerare nobile e vantaggioso l'investimento sul patrimonio, con risultati importanti. Infine si è superato il provincialismo del dibattito sul patrimonio storico e artistico della nazione, che è un bene universale, un capitale senza confini, con una scelta di rottura: il bando internazionale per la direzione dei musei autonomi statali. Dopo le iniziali resistenze, i nuovi direttori stanno portando un vento nuovo che soffierà ancora più forte. Presto infatti uscirà un altro bando internazionale per individuare i direttori di altri nove musei autonomi appena costituiti. Energie fresche che sapranno infondere nuova linfa nel sistema museale italiano. Ministro per i Beni Culturali