BUTI Sono stati scoperti nel 2007 in modo fortuito, grazie a un'infiltrazione d'acqua, e tra alcuni giorni gli affreschi del catino absidale della chiesa di Santa Maria della Neve della contrada Ascensione, a Buti, torneranno visibili al pubblico. I lavori di restauro che hanno permesso di recuperare il primo strato degli affreschi sono terminati e verranno inaugurati sabato alle 16, per la vigilia della festa dell'Ascensione. La pieve romanica edificata intorno al 1100, compresa nell'antico castello di Panicale che sorgeva lungo il corso del rio Magno, conserva degli affreschi riconducibili al periodo settecentesco, che sarebbero attribuiti a Pietro Giarrè. Il pittore, che a Buti ha lavorato agli affreschi della Villa Medicea, avrebbe realizzato anche quelli della chiesa di Santa Maria della Neve, raffiguranti la Madonna, un vescovo martire, San Pietro, San Lorenzo e un altro santo non identificato. Per decenni sono rimasti coperti da uno strato di pittura a quadri senza soggetto, probabilmente realizzato nel 1800 per coprire il degrado in cui si trovava l'affresco del 1700. Una sovrapposizione scoperta nel 2007 da don Alessandro Pierotti, allora pievano di Buti, grazie a un'infiltrazione nell'abside che ha reso visibile l'affresco. Dopo alcuni sondaggi della Soprintendenza delle Belle arti di Pisa, è stata accertata l'esistenza dell'opera e la parrocchia di Buti si è attivata insieme alla contrada Ascensione per finanziare i lavori, iniziati alla fine del 2015 e condotti da Beatrice Del Seppia, Barbara Pisani e Sandra Ferretti del consorzio Pisarum. Il costo complessivo non è ancora stimato, ma per coinvolgere i butesi nella raccolta fondi la parrocchia, attraverso il coordinatore del progetto Franco Lari, ha promosso la vendita di un calendario con vecchie immagini di Buti dipinte da Antonio Biondi. I lavori di restauro sono stati seguiti anche dagli studenti della scuola media Francesco Di Bartolo di Buti, insieme alla professoressa Donata De Bernardi. Una nuova scoperta che rende ancora più affascinante la storia della chiesa raggiungibile dalla strada provinciale che porta verso il monte Serra. Secondo alcune testimonianze, la pieve dell'Ascensione sarebbe stata costruita dai Liberi Muratori, antesignani dei Massoni, come confermerebbero la squadra e il compasso (simboli della massoneria) scolpiti sull'architrave del portale laterale. Lorenzo Lazzerini
TOSCANA - BUTI - S. Maria della Neve, finito il restauro degli affreschi
Nel 2007, gli affreschi del catino absidale della chiesa di Santa Maria della Neve a Buti sono stati scoperti grazie a un'infiltrazione d'acqua. I lavori di restauro sono terminati e gli affreschi saranno visibili al pubblico sabato alle 16, per la vigilia della festa dell'Ascensione. La chiesa romanica, costruita intorno al 1100, conserva affreschi riconducibili al periodo settecentesco, attribuiti a Pietro Giarrè. Gli affreschi erano stati coperti da uno strato di pittura a quadri senza soggetto per decenni. Una sovrapposizione scoperta nel 2007 ha reso visibile l'affresco.
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