Il sito di archeologia industriale rischia di crollare perché chi lo possiede non si è accordato sui necessari lavori di restauro Sigilli alla "cattedrale sul mare" di Scicli. I Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale della Sicilia hanno sequestrato la Fornace Penna a rischio crollo ormai da decenni. La struttura è uno dei simboli dell'archeologia industriale siciliana e protagonista dal 2004 di una telenovela che vede in scena i 35 eredi del barone Penna e gli enti pubblici di Ragusa capeggiati dalla Soprintendenza iblea. Ed è proprio la proprietà privata del monumento a non aver consentito in questi anni alla Soprintendenza di intervenire per metterlo in sicurezza. "La Fornace di Scicli rischia di scomparire a causa dell'assenza di cure dice il soprintendente Calogero Rizzuto come denunciamo da tempo. Speriamo che questo provvedimento della Procura porti alla risoluzione del problema in tempi brevi". Allo stato attuale delle indagini, risultano indagate 21 persone. Si tratta dei proprietari che, pur essendo tenuti a garantire la conservazione dell'immobile, non hanno provveduto ai necessari lavori di manutenzione e restauro, peraltro più volte sollecitati dalla Soprintendenza. Agli indagati vengono pertanto contestati i reati di "danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale" e di "omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina". L'atto di sequestro dell'immobile è a firma del gip Giovanni Giampiccolo del Tribunale di Ragusa che ha avviato le indagini. "La struttura è in condizioni pessime aggiunge l'architetto Rizzuto e si deve intervenire urgentemente. Dopo quasi 100 anni dall'incendio che la danneggiò e dopo il quale la Fornace Penna chiuse i battenti, è un miracolo che sia ancora in piedi". La fabbrica risale al primo decennio del Novecento quando l'ingegnere Emmolo e il barone Penna, costruirono l'edificio sul mare di Sampieri, a Punta Pisciotto, che ancora oggi ammalia i turisti e che è stata anche sfondo delle indagini televisive della serie "Il commissario Montalbano" di Camilleri. Maestosa, rischia di crollare per assenza di interventi nonostante gli appelli del Comune di Scicli, della Soprintendenza iblea e delle associazioni culturali e ciò a causa di un complicato iter che coinvolge gli eredi della famiglia Penna e la pubblica amministrazione che intende da anni tutelarlo acquisendone le competenze. "Ed è questo l'unico modo per salvare l'antica Fornace dice il soprintendente Espropriarlo per poter stanziare fondi pubblici. Basti pensare che quando la Regione nel 2004 stanziò 500mila euro per la messa in sicurezza dell'edificio, queste somme andarono perdute perché gli eredi non le usarono e la pubblica amministrazione non poté aver alcuna voce in capitolo. Infatti, nonostante il vincolo da parte della Regione, la normativa di tutela obbliga solo i proprietari a garantire la conservazione del bene e la Soprintendenza dunque può eseguire direttamente alcun provvedimento. Abbiamo il progetto pronto, speriamo che la Fornace Penna venga espropriata per poter trovare i finanziamenti e salvare la "cattedrale" di Sampieri".