Luigi Buonvino, bancario in pensione di Bari, è rimasto colpito dalla denuncia del Corriere sullo stato di abbandono della biblioteca della scuola media «Lombardi» al quartiere San Paolo. Ha deciso, allora, di donare una enciclopedia. Quando si è presentato a scuola, però, gli è stato risposto che il sindaco non ha autorizzato l'istituto ad accettare donazioni. Buonvino è tornato indietro con il suo carico, di libri e di delusione. L'assessora Paola Romano, però, assicura che non esiste alcun divieto. BARI. Si presenta a scuola con una valigia piena di libri da regalare, ma lo rispediscono indietro con tutto il suo carico. È successo a Luigi Buonvino, settantunenne barese, dirigente in pensione del Banco di Napoli. Dopo aver letto gli articoli del «Corriere» sulla biblioteca della scuola media «Lombardi» e, soprattutto, dopo aver visto le fotografie di quella bella struttura vuota e desolata, Buonvino ha deciso di fare la sua parte, ma non è andata come sperava. Un'impiegata della scuola gli ha risposto che non erano autorizzati dal sindaco a ricevere donazioni. «Sono rimasto davvero malissimo», dice Buonvino, che poi racconta nel dettaglio la storia di quella donazione fallita. «Ho seguito sul vostro giornale spiega la vicenda della scuola media Lombardi. Negli articoli si descriveva lo stato della biblioteca della quale non conoscevo l'esistenza , che nonostante la grande quantità di denaro pubblico speso, giace nell'incuria più totale. L'articolista sollecitava tutti, anche i privati, a conferire libri e quant'altro sia utile a una biblioteca». Buonvino, che di libri ne possiede davvero tanti, si è ricordato di avere anche una enciclopedia a fascicoli rilegata in sei volumi che conserva in condizioni pressoché perfette. «Confesso dice che a causa del poco tempo libero a disposizione non l'ho consultata di frequente». Ha pensato che potesse essere utile in una scuola e ha deciso di sistemare i volumi in un trolley. Ha caricato la valigia in auto e si è diretto da Poggiofranco, dove risiede, a San Paolo, destinazione scuola «Lombardi». «Mi creda se dico che l'enciclopedia pesa non meno di 15 chili perché i volumi sono molto grossi», aggiunge Buonvino. «Volevo che la mia donazione rimanesse anonima prosegue . Al mio arrivo mi sono rivolto a una bidella, che si è limitata a sorridere e fare spallucce. Si è poi recata in segreteria, ma pare che nemmeno lì sapessero cosa rispondere. Allora, ho insistito per poter parlare con qualcuno ed è arrivata una signora, credo dalla segreteria, che ha ripetuto di dover chiedere informazioni. Ho pensato che avesse bisogno di consultarsi con la dirigente scolastica. Dopo qualche minuto, la signora è tornata e mi ha riferito che il sindaco non ha autorizzato l'istituto ad accettare libri. Le ho detto che comunque l'enciclopedia avrebbero potuto ritirarla nell'attesa dell'autorizzazione, ma niente da fare. A quel punto, ormai rassegnato, mi sono nuovamente sobbarcato del peso della valigia e sono andato via». Buonvino, però, non si arrende. Quella donazione intende proprio farla. «Se la Lombardi non vuole i miei libri, li porterò in un'altra scuola. Ciò nonostante, non mi ritengo offeso e se la dirigente di quella scuola dovesse cambiare idea, sono pronto a tornare. È anche possibile che la preside non sappia nulla delle mie intenzioni e spero che il vostro giornale possa aiutare me e altri come me che vogliono contribuire a diffondere la conoscenza e la cultura». Buonvino, dunque, non sa se la dirigente della scuola «Lombardi», Giusy Pastore, sia stata realmente messa a conoscenza della sua volontà di donare dei libri. Di sicuro, però, la risposta data dall'impiegata non è corretta. E lo spiega l'assessora comunale all'Istruzione, Paola Romano. «Le scuole dice sono libere di accettare qualsiasi cosa, e del resto già lo fanno. Non è necessaria alcuna autorizzazione da parte del sindaco o dell'amministrazione, come è stato riferito al signore. È vero che non abbiamo ancora completato il progetto che regolamenterà i lasciti alle biblioteche scolastiche, ma ciò non impedisce a nessuno di cominciare ad arricchire il patrimonio librario. Conosco dirigenti scolastici che percorrono centinaia di chilometri per andare a recuperare libri da destinare alle biblioteche. Per quanto mi riguarda, la scuola poteva benissimo accettare quella donazione e forse è ancora in tempo a rimediare al rifiuto».