La Soprintendenza comunale, stavolta bisogna riconoscerlo, si è mossa bene e con efficienza. Dopo aver consultato gli archivi, ha scoperto che l'opera del 1867 che raffigurata la Madonna col Bambino e san Filippo Neri, contenuta nell'edicola sacra di via di Panico, non è misteriosamente scomparsa ma semplicemente rubata. Il furto è avvenuto nel marzo 2007 e la segnalazione alle autorità di polizia (tecnicamente non la denuncia, perché la Soprintendenza non ne è la proprietaria) risale al mese successivo. Poi le altre mosse appartengono al Condominio, che secondo la legge è il titolare di quel bene. Nei giorni scorsi la provocazione che abbiamo registrato, cioè la «apparizione» di un fotomontaggio col volto della cantante Madonna Ciccone collocata in una immagine mariana. Risolto dunque il mistero del vuoto: i tecnici incaricati dalla Soprintendenza di restaurare l'opera con le tre figure molto legate alla devozione popolare romana di quella zona della città (almeno un tempo) la ripristinarono con i fondi del Giubileo del 2000 e la rimisero al suo posto. Ma poi il pezzo sparì, una notte del marzo 2007, ed è facile immaginarne la sorte, il mercato dell'arte rubata. Qualche considerazione. Roma è ricchissima di edicole sacre sparse per la città. Un censimento della Soprintendenza capitolina, che sottolinea di non esserne comunque la proprietaria, ne ha calcolate ben 522. Un autentico tesoro sparso per le vie, espressione della fede più popolare. Il problema è che si tratta di una collezione di beni alla portata di qualsiasi ladro, come dimostra il caso di via di Panico. Difficile suggerire soluzioni facili. Sarebbe però urgente una presa di coscienza dei condomìni proprietari delle edicole: se si possiede un pezzo di storia di Roma, è obbligatorio avere consapevolezza di ciò che si protegge. Magari studiando adeguate misure antifurto, insieme alla Soprintendenza. E sinceramente stupisce che i proprietari dello stabile di via di Panico non abbiano avvertito l'elementare bisogno di riempire quel vuoto, magari con una copia concordata con la Soprintendenza. Certo, allarma la facilità con cui si può spogliare Roma dei suoi beni. Quel furto ha richiesto un'organizzazione (una scala, più persone, un mezzo di trasporto) in mezzo alla strada. Però nessuno ha visto, nessuno ha sentito. Il cuore antico della città, ormai strapieno di fast food e di bed and breakfast, muore anche così: con la scomparsa di chi, a quelle immagini, era legato da generazioni e quindi le proteggeva, sentendole proprie. Tutto finito, e che amarezza.
Roma, le edicole sacre tesori incustoditi
La Soprintendenza comunale di Roma ha scoperto che l'opera d'arte "Madonna col Bambino e san Filippo Neri" che era stata rubata dall'edicola sacra di via di Panico nel 2007, non era stata rubata ma semplicemente rubata. L'opera era stata restaurata e rimessa al suo posto, ma poi sparì di nuovo. La Soprintendenza ha scoperto che il furto era stato commesso da un ladro che aveva utilizzato una scala e un mezzo di trasporto per rubare l'opera. La Soprintendenza ha richiesto che i condomini proprietari delle edicole sacre prendessero misure per proteggere i loro beni. La scomparsa dell'opera ha causato amarezza tra i residenti della zona.
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