Le nuove stalle delle botticelle a Villa Borghese, così come sono state pensate, realizzate e pagate, non vanno bene. Il 29 luglio 2015 - passati ormai cinque anni dall'approvazione del progetto (sotto la giunta Alemanno) la Soprintendenza comunale scrive che «codesto dipartimento non aveva acquisito un preventivo parere dai Servizi di medicina veterinaria della Asl che evidenzia come l'accesso in sicurezza per gli animali sia limitato a soli 27 ricoveri mentre per gli altri si esprime parere contrario». Oggi, mentre anche la Procura indaga sull'ipotesi che l'intera struttura sia abusiva, chi ha osteggiato fin dall'inizio le scuderie del Pincio chiede chiarezza: «Un milione 350 mila euro spesi, stalle ancora chiuse e scaricabarile tra uffici». Improvvisamente, il 29 luglio 2015 - passati ormai cinque anni dall'approvazione del progetto (sotto la giunta Alemanno) e al termine di una corrispondenza praticamente quotidiana tra uffici capitolini in vista dell'imminente collaudo dell'opera - la Soprintendenza comunale scopre e scrive che le nuove stalle delle botticelle a Villa Borghese, così come erano state pensate realizzate e pagate, non sono più adatte. «Codesto dipartimento - informa la Soprintendenza - non aveva acquisito un preventivo parere dai Servizi di medicina veterinaria della Asl che evidenzia come l'accesso in sicurezza per gli animali sia limitato a soli 27 ricoveri mentre per gli altri si esprime parere contrario in quanto gli spazi non sono sufficienti alla effettuazione della manovra con la carrozza con pericolo di incidenti. Quindi, si prescrive l'allargamento della strada adiacente di altri 2,5 metri e anche che la rete di separazione col Muro Torto debba essere rinforzata per impedire ai cavalli di abbatterla». Informazioni importanti, che avrebbero richiesto modifiche strutturali e, quindi, nuovi pareri di compatibilità con un luogo storico e tutelato, Villa Borghese, acquisite però solo a lavori ultimati (a gennaio 2015) e in fase di collaudo. Oggi, mentre anche la Procura indaga ipotizzando che l'intera struttura (più di 70 stalle) sia interamente abusiva, chi ha osteggiato le scuderie del Pincio fin dall'inizio insieme agli amici degli animali e della villa, chiede chiarezza: «Dal 2006 diciamo che quel progetto non sta in piedi», ricorda Alessandro Ricci, consigliere del II Municipio: «Un milione 350 mila euro spesi, stalle ancora chiuse e scaricabarile tra uffici». Prima il dipartimento Tutela ambientale, che nel rilevare le anomalie («I box sono su una collinetta ma i regolamenti inibiscono il passaggio delle vetture in strade con pendenze eccessive») declina «la presa in carico delle nuove stalle». Poi il Simu (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana), che evidenzia «l'impossibilità di garantire un'adeguata sorveglianza al fine di prevenire intrusioni o atti vandalici e la manutenzione delle costruzioni in legno». E' finita così: stalle vuote, abbandonate, ricoperte d'erba, e 41 vetturini indagati - per l'accusa di maltrattamento di animali - per le condizioni dei vecchi ricoveri dei cavalli all'ex Mattatoio, che l'Accademia delle Belle Arti voleva riqualificare.
Roma, VIlla Borghese. Botticelle, le nuove stalle non adatte. La Soprintendenza: cavalli senza spazio
Il progetto di costruzione delle nuove stalle delle botticelle a Villa Borghese è stato approvato nel 2015, ma la Soprintendenza comunale ha scoperto che le stalle non sono adatte per gli animali. La struttura non ha un preventivo parere dai Servizi di medicina veterinaria della Asl, e l'accesso in sicurezza per gli animali è limitato a soli 27 ricoveri. La Soprintendenza comunale ha prescritto l'allargamento della strada adiacente e la rinforzatura della rete di separazione col Muro Torto. Il progetto è stato finanziato con un milione 350 mila euro, ma le stalle sono ancora chiuse e ci sono scaricabarile tra uffici.
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