«Pompei ha stregato tante di noi. Io sono nata a Bagheria, ma ho comprato casa, mio marito mi ha seguito, e ora vivo qui con la mia bambina». L'archeologa Laura D'Esposito ha 37 anni ed è la responsabile dei depositi di Pompei: a gennaio 2012 fu assunta assieme ad altri 12 archeologi, 8 architetti e un amministrativo per rafforzare una soprintendenza al collasso. Quattro anni dopo sorride: «Che soddisfazione essere qui. Siamo una squadra, Pompei è un luogo eccezionale». Dottoressa D'Esposito, Pompei fa notizia per le riaperture, non più solo per i crolli. Cosa è cambiato? «Il clima. Incontro quotidianamente ricercatori da tutto il mondo che vengono a studiare nei depositi. "Non ve ne dovete andare", ci dicono. E come italiana non posso che essere orgogliosa. Con il direttore Osanna c'è stata una svolta e grazie alla Direzione del Grande progetto gli scavi hanno cambiato volto». A differenza di altri casi, Pompei ha avuto la possibilità di impiegare giovani e nuove competenze. Che esperienza è la sua? «Siamo riusciti a fare bene perché eravamo in tanti. C'è il valore aggiunto di essere giovani, gli architetti venivano dal privato e erano abituati a lavorare tanto, senza orari. Restiamo anche fino alle sette di sera quando si tratta di raggiungere obiettivi. Siamo una squadra e il clima ora è veramente cambiato». Lei è un'archeologa della Magna Grecia, altri suoi colleghi provenivano da altre zone d'Italia. Come è stato all'inizio? «Un'impresa, non è stato facile. Abbiamo lasciato casa, affetti. Io ero incinta di pochi mesi. Ci siamo organizzati in squadre, io sono la responsabile della Regio VII, quella dove c'è il Foro. Ogni giorno monitoriamo la situazione, abbiamo mappato la città, e chi verrà dopo di noi potrà avere una conoscenza dettagliata delle condizioni di strade e domus e assicurare al meglio la manutenzione». ( a. fe.)
POMPEI. "Siamo giovani e una squadra ecco perché tutto è cambiato"
L'archeologa Laura D'Esposito, responsabile dei depositi di Pompei, parla con un giornalista. È nata a Bagheria, ma vive a Pompei con la sua bambina. Ha 37 anni e è stata assunta nel 2012 per rafforzare la soprintendenza. Oggi, Pompei è famosa per le riaperture, non solo per i crolli. Il clima è cambiato, con ricercatori da tutto il mondo che studiano nei depositi. D'Esposito è orgogliosa di essere italiana e di lavorare con una squadra di giovani e nuovi professionisti. Ha iniziato a lavorare a Pompei nel 2012, quando era incinta di pochi mesi.
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