Il soprintendente del sito archeologico dal 2014: "I funzionari hanno seguito i cantieri passo passo per garantire interventi a regola d'arte" POMPEI - "Siamo partiti con la manutenzione programmata. Ora Pompei è monitorata continuamente, e siamo in grado di intervenire in tempo, salvo ovviamente eventi o situazioni eccezionali". Massimo Osanna è il direttore della Soprintendenza Pompei scelto nel marzo 2014 dall'allora ministro Massimo Bray tra l'opposizione di 83 funzionari del ministero: professore di archeologia all'università della Basilicata, arrivò in una Pompei allo stremo. Prima di lui, alla guida del Grande progetto era stato scelto un generale dei carabinieri, Giovanni Nistri, per assicurare la massima trasparenza sui lavori. Tutto merito suo la rinascita degli scavi? "Assolutamente no. Il successo del progetto europeo da 105 milioni di euro si deve a una governance mista: una diarchia con un tecnico come il soprintendente e una figura di alto valore come il generale Giovanni Nistri, con una grande sensibilità verso i beni culturali". Ma il problema è sempre stato la mancanza di personale... "Anche qui, il successo si deve alla sensibilità dei funzionari che, come direttori dei lavori, sono stati sul campo e hanno seguito passo per passo i cantieri, ottenendo che gli interventi venissero realizzati a regola d'arte. E poi ha funzionato la collaborazione tra tecnici di soprintendenza, Invitalia e Segreteria tecnica del Grande progetto". Professor Osanna, c'è chi dice: vanno bene le inaugurazioni, ma il problema resta assicurare il quotidiano... "Giusto. È iniziata la manutenzione programmata, col team di Ales ci sono 20 operai, 6 restauratori e 5 architetti che, guidati da archeologi, ogni giorno girano negli scavi e fanno manutenzione. Ogni mese preparano un report per segnalare i lavori fatti, le condizioni di degrado e di rischio. E presto partirà il progetto per la messa in sicurezza del fronte di scavo meridionale"