L'annuncio del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. E il regista Marco Bellocchio pensa a un film. La vertigine della bellezza, l'odore della carta antica, una «rete» di persone che la abitano per un pomeriggio con stupore e gratitudine. È un luogo straordinario quello che ha ospitato l'anteprima degli incontri di «CasaCorriereLa libertà delle idee». La rassegna curata dal Corriere del Mezzogiorno, che rientra nelle celebrazioni per i 140 anni del Corriere della Sera, parte dalla magnifica Biblioteca dei Girolamini. Ed è proprio il Corriere del Mezzogiorno ad aprire eccezionalmente la sala Vico e le altre della biblioteca del complesso monumentale finito sotto sequestro nel 2012, dopo il saccheggio di circa duemila libri. Solo il primo di una lunga serie di luoghi prestigiosi della città che per un giorno di volta in volta diventeranno «Casa Corriere». Come ha scritto il direttore Enzo d'Errico nel suo editoriale «è il tentativo di portare un giornale oltre l'angusto perimetro della redazione, il desiderio di aprire le finestre e far entrare aria nuova nelle stanze, l'ambizione di essere parte di una comunità più ampia di quella che le nostre pagine possono contenere». E per l'anteprima di «Casa Corriere» successo strepitoso e «sold out». Si è discusso di «Futuro della memoria» in un luogo che per il Corriere del Mezzogiorno ha tra l'altro un forte valore simbolico: la Biblioteca dei Girolamini, un gioiello d'arte e cultura d'inestimabile valore depredata e ora in via di rinascita proprio grazie alla denuncia portata avanti dal giornale. Una scuola di filologia e recupero dei libri L'apertura straordinaria si deve al procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli ed è stata realizzata con la collaborazione della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Polo Museale della Campania. Il primo a parlare dopo l'introduzione del direttore d'Errico, è proprio Piscitelli: «Tutta la biblioteca era un corpo di reato - dice - Ho dovuto per forza metterla sotto sequestro. Erano confluiti qui anche libri sottratti altrove. Al massimo tra un anno riapriremo, forse meno, dipende dalle risorse che avremo a disposizione». Ed intanto un grande annuncio e una bellissima notizia. Sono in corso «trattative per creare proprio qui una Scuola di filologia e di recupero e digitalizzazione dei libri, in collaborazione con il Dipartimento di studi umanistici dell'Università degli studi di Napoli Federico II». Ricucire il rapporto tra cittadini e beni museali Rossana Rummo, direttore generale biblioteche e istituti culturali del ministero per i Beni e le attività culturali e Mariella Utili, soprintendente del Polo Museale di Napoli sono state intervistate da Paolo Conti, giornalista del Corriere della Sera. Si ricorda Umberto Bile curatore della pinacoteca scomparso. Per Mariella Utili «entrare in posti come questi potenzia la tutela perché vengono conosciuti e quindi amati e nasce spontaneo il desiderio di prendersene cura». «Stiamo ricucendo il rapporto tra cittadini e beni del polo museale - aggiunge - configurazione nuova voluta dalla riforma. In alcuni musei abbiamo raddoppiato i visitatori aumentando le attività». Stimolata da Conti Rossana Rummo racconta invece il legame tra memoria cartacea e digitale. Digitale E sul digitale arriva il contributo di Giorgia Abeltino di Google Cultural Institute e Google Italy: «Il futuro della memoria passa per il digitale - spiega - Ho diretto il progetto di digitalizzazione delle biblioteche tra cui quella di Napoli. Qui quasi centomila volumi messi online e consultati da oltre sei milioni di lettori in tutto il mondo, un numero enorme che non immaginavamo». Al dibattito anche Sebastiano Maffettone, consigliere alla Cultura della Regione Campania: «Investire in cultura è una nostra scelta - dice - Collegare i siti più visti con quelli bellissimi ma meno visitati, tipo Santa Maria Capua Vetere. È una cosa che sappiamo fare come la cucina». E Bellocchio pensa a un film E pure il regista Marco Bellocchio interviene con un'idea che subito entusiasma la platea: «Appartengo a una generazione che legge ancora i libri - dice - Poi lessi del saccheggio dei Girolamini che finalmente oggi scopro. Il mio mestiere è il cinema e la storia del saccheggio della biblioteca sarebbe un fantastico soggetto per un film. C'è tutto: un ladro, i complici, i preti, dei piccoli eroi... Mi meraviglio che nessuno ancora l'abbia fatto». «Ne farei una storia corale - aggiunge - Certo il ladro, ma anche preti e queste strane confraternite...». Non solo dibattito. «Casa Corriere» è anche spettacolo. Una voce dal buio restituisce l'impasto linguistico dell'attore e scrittore Mimmo Borrelli. Grande vibrazione ella Sala Vico. Il direttore Enzo d'Errico intervista il sulfureo drammaturgo. Ed è subito siparietto. «Una lingua così aspra e promiscua è entrata nei templi del teatro» pungola d'Errico e Borrelli: «Io vengo dai Campi Flegrei, i Cumani fondarono Napoli quindi i cafoni non siamo noi ma voi... Scherzo ovviamente». Poi dà un saggio di dialetti flegrei e cita il poeta Michele Sovente: «Vado spesso a ubriacarmi con i vecchi dei Campi Flegrei e mi raccontano storie che poi si fondono con i miei demoni». Il Virgilio di Casa Corriere? Sarà un altro scrittore, Maurizio de Giovanni. «Con il giornale bisogna raccontare la città ai napoletani perché quando prendiamo in mano un quotidiano le notizie già le sappiamo- spiega - Come la storia di questo luogo che ha subito una violenza carnale, uno stupro. Io racconterò quello che le pietre assorbono. Di luogo in luogo per Casa Corriere».
NAPOLI-Casa Corriere ai Girolamini: qui una scuola di filologia e recupero dei libri
Il Corriere del Mezzogiorno ha aperto la Biblioteca dei Girolamini per un giorno unica per l'anteprima di CasaCorriereLa libertà delle idee. L'evento è stato organizzato con la collaborazione del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. La biblioteca è stata chiusa per 15 anni dopo il saccheggio di circa duemila libri. Il direttore Enzo d'Errico ha spiegato che il tentativo è quello di aprire le finestre del giornale e far entrare aria nuova nelle stanze. L'anteprima è stata un successo e si è discusso di Futuro della memoria in un luogo che ha un forte valore simbolico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo