È ARRIVATO di prima mattina. In silenzio, Sylvain Bellenger ha varcato la soglia di Palazzo Partanna e ha avuto un breve colloquio con i manager di Cupertino, giusto il tempo di invitarli al museo di Capodimonte, poi ha assistito a una parte degli incontri con le imprese. L'appuntamento è per stamattina. Il responsabile della sede di Los Angeles Gilles Deltel visiterà le sale e incontrerà Bellenger per un'ipotesi di collaborazione. Probabilmente due app fatte su misura per gli spazi espositivi di Capodimonte. Tutto è ancora da chiarire. Ma è certo che il direttore pensa ad una strada per migliorare le presenze e la promozione del museo. «Ho trovato un mondo affascinante, fatto da linguaggi creativi racconta Bellenger - non so ancora che cosa faremo nello specifico, ma con Deltel studierò le varie ipotesi di intervento che si possono realizzare sul museo di Capodimonte. All'Art Museum di Chicago, dove sono stato fino all'anno scorso, la Apple era molto presente nell'organizzazione e nella promozione dei servizi ». Non è una novità per i musei americani. Oltreoceano si punta parecchio su promozione e comunicazione dei beni culturali. «Spero di firmare a breve un contratto con Apple prosegue Bellenger - dovrò studiare anche le modalità giuridiche e amministrative. Dovrò verificare che sia possibile alla luce delle norme che regolano i beni culturali italiani ma la sfida che più mi affascina è come tradurre il linguaggio dei musei attraverso gli strumenti Apple. Di sicuro, si può pensare a due app per il museo ma si possono anche immaginare altre forme di collaborazione legate alla creatività. Capodimonte potrebbe essere il prototipo di un nuovo linguaggio dell'informatica applicata ai beni culturali da proporre ed estendere agli altri musei italiani. Questa sfida è in linea con quanto dice il premier Matteo Renzi, quando dice che vuole sollecitare gli investimenti Usa nel Mezzogiorno». Le app per smartphone e tablet nei musei americani organizzano via iTunes tour personalizzati per preparare i turisti alla visita dal vivo o per invogliarli a partire e a vedere da vicino i capolavori dell'arte esposti. In alcuni casi con l'applicazione si possono organizzare fino a 50 tour dello stesso museo, attraverso le diverse collezioni presenti e le preferenze indicate. Ma è soltanto una delle possibilità. «Sono uscito dalla riunione di ieri pieno di idee. Abbiamo anche avuto idea di cosa significhi il modello Apple nel modo di riunirsi, di lavorare, perfino come si sta seduti è calcolato. Insomma, è tutto pensato per l'organizzazione degli spazi funzionale al sapere condiviso. Ecco, quel modello lo vorrei applicare all'organizzazione del lavoro dentro i musei». Bellenger si dice colpito dalla qualità dei giovani napoletani presenti alla riunione di ieri. «Sono informatissimi sulle nuove tecnologie conclude penso che la cultura abbia molto da imparare dal mondo delle imprese. Spesso abbiamo uno sguardo rivolto solo al passato. Questa di Apple è una sfida importante per Napoli. E lo è anche per Capodimonte». (tiziana cozzi)
Bellenger chiede app per il museo "Capodimonte sarà un prototipo"
Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, ha incontrato i manager di Apple per discutere di una possibile collaborazione. L'appuntamento è per stamattina e Bellenger ha espresso interesse per utilizzare gli strumenti Apple per migliorare le presenze e la promozione del museo. Ha menzionato l'idea di creare un'app per il museo, ma non ha ancora deciso cosa fare. Bellenger ha anche espresso la sua ammirazione per il modello di organizzazione e lavoro di Apple, che ha descritto come "funzionale al sapere condiviso". Ha anche menzionato la possibilità di utilizzare le tecnologie di Apple per migliorare la comunicazione e la promozione dei beni culturali.
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