CABRAS È lo spazio dei giganti, quelli di arenaria che raccontano la storia del Sinis e quelli del cielo che sbarcano passeggeri in arrivo da tutto il mondo per visitare la Sardegna e, sperano da queste parti, anche qualcuno che si spinga fino a Cabras per vedere con i propri occhi la maestria degli scultori nuragici e il fascino della loro produzione, vecchia di almeno 2700 anni. L'aeroporto Costa Smeralda di Olbia, infatti, diventerà un veicolo pubblicitario della terra dei giganti di Mont'e Prama già dal 28 aprile, quando verrà inaugurata la mostra dedicata all'archeologia e alla statue che sono ormai diventate un simbolo dell'Isola. Il primo passo è previsto tra una settimana, quando il sindaco Cristiano Carrus e l'assessore alla Cultura Fenisia Erdas saranno all'aeroporto di Olbia per inaugurare la mostra estiva dedicata ai giganti nello spazio espositivo dello scalo. Continuano, quindi, la attività di promozione dedicate alla scoperta archeologica più importanti degli ultimi anni e il Comune spunta la lista che aveva inaugurato il mese scorso al T Hotel di Cagliari, nell'attesa che anche la case dei giganti diventi rintracciabile dai potenziali visitatori che sbarcano da navi e aerei. Cabras, il suo museo e l'area in cui sono stati rinvenuti i giganti continuano a essere un buco nero nella geografia stradale della Sardegna, in cui anche Tharros è menzionata poco o niente. Nonostante gli interventi dedicati all'allestimento di una cartellonistica dedicata a Mont'e Prama sulle arterie stradali della Sardegna siano stati annunciati da tempo, le indicazioni per raggiungere il Sinis non sono ancora arrivate. Lungo la 131, solo per fare un esempio, Cabras non esiste e non esistono nemmeno i giganti di pietra. Ci sono cartelli e cartelloni che indicano la presenza di un'area marina protetta, peraltro piuttosto sbiaditi, ma mancano quelli che invitano alla visita di un territorio che custodisce un tesoro archeologico come quello di Mont'e Prama. L'estate, infondo, è alle porte e le proiezioni degli esperti del settore annunciano una stagione turistica da tutto esaurito sin dalla prime battute. Un'occasione da non perdere per chi è chiamato a trasformare l'arte degli antichi in una risorsa per il futuro.