Le "memorie" del terremoto a Villa Manin. Nelle sale della dimora storica, una mostra racconta la distruzione provocata dal sisma del 6 maggio 1976, rileggendo il Messaggero Veneto e riguardando i filmati girati dagli inviati Rai sui luoghi del disastro. Parte da qui il percorso articolato in 19 sale costruito dalla Regione, dall'Azienda speciale Villa Manin e dalla Soprintendenza alle belle arti, per restituire ai protagonisti di allora e soprattutto ai giovani la memoria di un evento. A 40 anni di distanza, la rassegna "Memorie. Arte, immagini e parole del terremoto" ripercorre i momenti dell'emergenza e della solidarietà, dei restauri e della ricostruzione. Questo pomeriggio, alle 18, il taglio del nastro alla presenza del soprintendente alle Belle arti, Corrado Azzollini, della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e dell'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti. La sala del Messaggero Veneto In questa sala, il Messaggero Veneto ripropone le cronache di allora scritte dai giovani cronisti che, nell'estate 1976, documentarono la tragedia in tutta la zona terremotata. È esposta la prima pagina con il titolo "Catastrofico terremoto" pensato quella sera dall'allora direttore, Vittorino Meloni, e dal caposervizio, Gianpaolo Nobili. Accanto ai giornali anche due telefoni. Alzando la cornetta, i visitatori possono ascoltare la letture delle cronache scritte nei comuni rasi al suolo. È uno spazio che conferma come il Messaggero Veneto sia sempre stato al fianco della gente. Non a caso, nel 1976, era diventato "il giornale del terremoto". Come scrive il direttore Tommaso Cerno, «il "Messaggero Veneto" ha documentato passo dopo passo l'emergenza, il sisma di settembre, l'esodo dei senzatetto e la straordinaria ricostruzione. I lettori l'hanno capito seguendo con fiducia il cammino compiuto da quello che per tutti è diventato "il giornale del terremoto". C'è un episodio che spiega in maniera simbolica tale legame: dopo la scossa del 6 maggio il distributore dei giornali appoggiava i pacchi con le copie del "Messaggero Veneto" davanti alle edicole disastrate e vuote. La gente acquistava il quotidiano lasciando le monete a terra. E il conto tornava sempre». Oggi come allora, il giornale è impegnato nella ricostruzione del portale della memoria. Da qui la partecipazione alla mostra "Memorie". Oggi il catalogo della rassegna, a cura di Azzolini e Antonio Giusa, edito da Skirà, può essere acquistato in edicola assieme al Messaggero Veneto. Sul retro del volume, i lettori troveranno un coupon di sconto per l'entrata alla mostra a prezzo ridotto. Nel salone centrale di Villa Manin si possono ammirare le 36 tavole realizzate da Pomponio Amalteo per il soffitto della chiesa di San Giovanni Battista di Gemona, nell'allestimento che ripropone la collocazione originaria, cinquecentesca. La mostra resterà aperta fino al 3 luglio.